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Edité par Aux Bureaux du Journal des Dames 1912 - 1914, Paris (1912)

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Description du livre : Aux Bureaux du Journal des Dames 1912 - 1914, Paris, 1912. 4 volumi (230x140mm), contenenti 79 fascicoli a fogli sciolti (come d'origine), pp. VIII, 312; (4) 144; (4) 152; 32. Con 186 tavole f.t. a colori di cui 184 numerate da 1 a 184 e 2 senza numerazione. Ciascun volume si presenta entro la propria brossura originale in carta azzurra con titoli a stampa entro camicia e custodie moderne in mezza pergamena con titoli in oro ai dorsi. Eccellente stato di conservazione, senza alcun difetto e con le tavole in coloritura assai vivace. Edizione originale, stampata su carta vergata, in tiratura limitata di 1279 esemplari numerati (ns. n.1149). Esemplare con alcune caratteristiche di unicità: 12 tavole sono presenti in due stati in nero ed a colori, la tavola 19 è presente i tre stati a colori, ma con piccole differenze tipografiche; è inoltre allegata una tavola doppia con un campione di tessuto (non numerata, ma con la stessa cornice tipografica delle altre tavole); presente inoltre il raro specimen dell'opera entro brossura, con 8 pagine di testo ed una tavola a colori (con la dicitura specimen impressa). Vi sono poi allegati alcuni documenti e corrispondenza riguardante la stampa. Splendida impresa tipografica che testimonia l'eleganza della moda e della grafica parigina d'inizio '900. Per la parte iconografica parteciparono, tra gli altri, Georges Barbier, Léon Baskt, Umberto Brunelleschi, Bernard Boutet de Monvel, Paul Iribe, Fernand Siméon, Pierre Legrain, Etienne Drian, Victor Lheur, Gerda Wegener e Armand Vallée. Per la parte testuale citiamo almeno i contributi di Jean Cocteau, Henri Duvernois, Marcel Boulenger e Paul Margueritte. The Journal des Dames et des Modes lasted only two years (the first issue appeared on 1 June 1912, and the last on 1 August 1914). This stylish periodical was issued regularly three times a month, and ceased publication upon the outbreak of the First World War. With its expensive layout, its society columns, its poetic texts, its colourful annotations, and its fashion reports, it represented the last brilliant, refined, impartial, and aestheticizing impulse of a happy and optimistic society occupying the centre of the stage in the period that has aptly been called the 'belle époque'. It was essentially the testimony, the history--illustrated, or rather 'clothed' and narrated--of the customs, ideas, and ideals of a society and a period. Every issue carefully reviewed all the current novelties of fashion, [and] every issue carried coloured stencil prints reproducing the latest conceptions of the fashion designers. For the text, the magazine could count on the collaboration of the best known writers and littérateurs of the time, including Henri Duvernois, Marcel Boulenger, Paul Margueritte, Jean Cocteau, and many others. The artistic contributions included the works of some outstanding artists and many promising young ones. Most frequent in his appearance, and outstanding for the quality of his illustrations, was Georges Barbier. Other artists included Léon Bakst, Bernard Boutet de Monvel, Umberto Brunelleschi, H. Robert Dammy, Paul Iribe, Charles Martin, and Fernand Siméon. (Christina Nuzzi, Parisian Fashion from the Journal des Dames et des Modes). Colas, 1567. Francese. N° de réf. du libraire 42359

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Dante

Edité par Editions d'art Les Heures Claires, Paris (1963)

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Description du livre : Editions d'art Les Heures Claires, Paris, 1963. 6 volumi in-4° (335x270mm), pp. 1200 ca. complessive. Con 100 tavole fuori testo a colori riproducenti gli acquerelli originali di Dalì, stampate sur Nebiolo dans l'imprimerie M. Jacquet sous la direction de Raymond Jacquet assisté de Jean Taricco et Paul Massin. Brossura editoriale incamiciata, camicie e custodie in cartone rigido con composizione bicroma astratta di Dalì. Testo composto a mano in Méridien corpo 20 da Madeleine Jacquet. Esemplare in ottimo stato di conservazione (levi aloni ad alcune delle camicie e delle custodie), a fogli sciolti, come d'origine. Splendida edizione in lingua francese della Divina Commedia nella traduzione di Julien Brizeux, comportante la celebre iconografia di Salvador Dalì. Opera di eccezionale bellezza per la cui realizzazione sono occorsi 55 mesi di lavoro (aprile 1959 - novembre 1963). Vi hanno collaborato due atelier d'arte tipografica ed il testo è stato composto a mano in Méridien corpo 20. Tiratura di 3.900 esemplari numerati (n° 3243) sur vélin pur chiffon de Rives. La gravure des trois mille cinq cents bois nécessaires à l'exceptionnelle reconstitution des cent aquarelles de Salvador Dali est l'oeuvre de Raymond Jacquet avec la collaboration de Jean Taricco. Cfr., sulla genesi editoriale della Commedia illustrata da Dalì: Ilaria Schiaffini, La Divina Commedia di Salvador Dalí: una storia italiana in Critica del testo, XIV / 2, 2011. Francese. N° de réf. du libraire 28353

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De Flers Robert (testi) - Mucha Alphons (illustrazioni)

Edité par Bedrich Koci, Praha (1901)

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Description du livre : Bedrich Koci, Praha, 1901. In-4° (305x240mm), pp. (10), 128, (16). Magnifica brossura incamiciata color verde foglia illustrata da Mucha. Alla brossura anteriore, titolo dorato stilizzato al centro dello specchio, contornato da una bordura ornamentale dorata inquadrante fitti motivi liliali. Vignetta circolare alla brossura di tergo inquadrante dei gigli ed un cartiglio. Conservata la camicia editoriale in percallina bordeaux con l'impresa dello stampatore a secco ed il titolo dell'opera in oro. La prima carta bianca del volume reca, impressi delicatamente a secco da invenzione di Alexandre Charpentier, l'effigie di un giglio (tale fiore è scelto come emblema della purezza dell'amore quasi mistico che lega il trovatore con Ilsée, Principessa di Tripoli) ed il titolo dell'opera. 132 bordure cromolitografiche a motivi variati per ogni pagina, di cui 4 a foglio intero senza testo, il tutto realizzato da Mucha; alcune delle bordure sono rialzate in argento. Bel frontespizio con l'effigie della Principessa Ilsée al centro, riquadrata da una cornice Liberty a motivi ornamentali e floreali impressi a più colori. Numerosi fregi e motivi decorativi egualmente realizzati dal grande artista cèco e impressi cromolitograficamente. Restauri abili al dorso. Bell'esemplare. Prima edizione in lingua cèca, estremamente rara, tirata a sole 200 copie numerate (esemplare n° 134). Autentico gioiello dell'illustrazione Art Nouveau e tra i lavori più significativi di Mucha, il volume constitue un chef-d'ouvre du livre illustré alors en plein renouveau (Bénézit). Mucha venne contattato nel 1897 dall'editore parigino Henri Piazza, dopo il successo ottenuto dalla Princesse Lointaine del Rostand, affinché disegnasse delle tavole per tale opera (Mucha aveva già realizzato gli scenari ed i costumi per la prima rappresentazione teatrale del 1895, in cui il ruolo femminile era sostenuto dalla massime attrice del tempo, Sarah Bernhardt). Il rifiuto opposto però da Rostand fece sì che il Piazza propendesse per fare illustrare invece l'Ilsée di Robert de Flers, breve romanzo imperniato sull'amore platonico tra un trovatore ed una principessa di una terra esotica. L'edizione originale francese con le visualizzazioni di Mucha risale appunto al 1897. Il giovane e affascinante e buono e tenero Robert de Flers, come lo chiamava il suo amico Proust, nacque a Pont-l’Évêque (Calvados) nel 1872. Direttore per vari anni de Le Figaro e membro dell'Académie, morì nel 1927. Harvard, Turn of a Century, 67. Papiergesänge, 11. Monod, 4731. Ray, French, 366: Mucha's designs, like Grasset's, are sometimes narrative, sometimes decorative, but his human figures are more elegant and graceful than his predecessor, and his decorations are Byzantine and Czech in style rather than Gothic. Bénézit, IX, 923. Cfr. Carteret, IV, 162: Curieuse édition pour l'art décoratif a cette époque. N° de réf. du libraire 43616

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Description du livre : Gian Domenico Rameletti, in Torino, 1753. In-8° antico (173x120mm), pp. (6), 191, (1), cartonatura coeva alla rustica con titolo manoscritto in antico al dorso. 7 tavole ripiegate f.t. disegnate e incise su rame da Beltramo Antonio Re raffiguranti, nell'ordine, una pianta generale di Torino, il Duomo, il Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, l'antica Torre Civica, il Palazzo di Città e la piazza antistante (per una più dettagliata descrizione delle singole piante rimandiamo alla Peyrot). Errata finale. Qualche leggera fioritura. Bellissimo esemplare. Prima edizione e seconda tiratura della prima [guida] stampata, che si conosca, della città di Torino (Peyrot). La guida fu redatta in occasione delle celebrazioni del terzo centenario del Miracolo del SS. Sacramento, in previsione del grande concorso di forestieri che sarebbe affluito in città. Nel medesimo anno furono fatte due tirature, di cui la prima contiene 9 tavole, mentre la seconda, quella del nostro esemplare, ne reca 7 (non sono presenti il Collegio dei Nobili e il Palazzo del Seminario) e presenta alcune lievi difformità testuali. Nelle prime pagine della guida l'autore sottolinea la necessità di tale opera, in particolare in quegli anni in cui Torino era Metropoli del Regno, residenza del Sovrano e, quindi, meta di molti Nobili Forestieri. La guida è pensata come un viatico di viaggio che conduce il visitatore nei differenti luoghi che si incontrano in un ideale percorso a partire dalla Cattedrale. Inoltre, si descrive Torino nei suoi contorni, ripartendo lo scritto in quattro giornate, come le quattro Porte della Citta' che si aprono verso le delizie dei sovrani e le altre particolarita' che si possono scorgere nelle zone limitrofe alla citta'. Al termine dell'opera sono posti ampi indici tematici. Peyrot, Torino nei Secoli, I, 181. Collezione Simeom, G 1. Cicognara, 4345. Schlosser, 552. Manca al Lozzi e al Manno. N° de réf. du libraire 12278

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Description du livre : Librairie Artistique H. Launette, Paris, 1884. In-4° (327x245mm), pp. XII, 212, (6), bella legatura contemporanea al volume in m. pelle avana ed angoli, con titolo, riquadri di filetti e fregi floreali e ornamentali in oro su dorso a nervetti e piatti e sguardie marmorizzate. Taglio superiore dorato. 220 disegni b.n. intercalati nel testo e 12 grandi composizioni realizzate in photogravure da Maurice Leloir, tra cui un ritratto di Sterne entro ovale all'antiporta in bella cornice figurata. Perfetto stato; conservata la bella brossura editoriale cromolitografica con titolo entro cornice figurata con scene ispirate al Sentimental Journey. Esemplare della tiratura di lusso non venale, impreziosito da una dedica autografa dell'editore Launette e dalla presenza di 12 acquerelli originali f.t. (due fungenti da doppia antiporta) su Papier Japon, datati 1886, di F. Coindre, con scene di gusto Carteret, IV, 369: Intéressante publication en grand papier. Flety, 40. Monod, 10458. Vicaire, VII, 666. Osterwalder, Dictionnaire des illustrateurs, p. 612. Bénézit, VIII, 477. Exemplaire exceptionel avec avec 12 aquarelles originales h.t. sur Papier Japon de F. Coindre. 220 dessins en b.n. dans le texte et 12 compositions en photogravure de Maurice Leloir h.t. Parfait état. Tirage de luxe, hors commerce, signé par l'éditeur Launette. Francese. N° de réf. du libraire 20363

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De Bosis Adolfo (editore e curatore)

Edité par Adolfo De Bosis (Tip. Unione Cooperativa Editrice) 1895 - 1907, Roma (1895)

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Description du livre : Adolfo De Bosis (Tip. Unione Cooperativa Editrice) 1895 - 1907, Roma, 1895. Tutto il pubblicato della storica rivista fondata e diretta da Adolfo De Bosis, fra le più importanti della cultura italiana a cavallo tra Otto- e Novecento. 12 fascicoli (di cui uno doppio) in-4° (295x240mm), belle brossure originali disegnate da Giuseppe Cellini con elaborati motivi ornamentali e floreali a entrelac incisi in xilografia. Minimali restauri marginali alle brossure di alcuni fascicoli. Ogni fascicolo è illustrato con belle tavole riprodotte in fotoincisione f.t. e n.t. di artisti come Giuseppe Cellini, Giulio Aristide Sartorio, Francesco Paolo Michetti, Alessandro Morani, Lawrence Alma-Tadema, Elihu Vedder, Enrico Coleman,ecc. Ottimo esemplare in barbe, parzialmente intonso e impresso su bella carta forte. La rivista, pubblicata da De Bosis a proprie spese, fu il tipico frutto dell'estetismo decandente fin de siècle (con echi ancora palpabili del gusto preraffaellita) e adunò alcuni dei maggiori nomi delle lettere italiane del tempo, D'Annunzio in testa a tutti. Una sorta di positivismo da superuomo, mescolato di spirito libertario e al tempo stesso imperialista, antipacifista, anima e arricchisce i bellissimi fascicoli, dai fregi alessandrini e dai grandi margini. è questo il momento più singolare del nostro decadentismo. è nel Convito che si riconosce il grado artistico del parnassianesimo italiano (Giorgio Petrocchi). La rivista risulta così composta: I) Libro I. Gennajo 1895, pp. 86, (2), VI, (2). Comprende, oltre al Proemio generale di e Bosis, Gog e Magog di Giovanni Pascoli, la prima parte in edizione pre-originale de Le vergini delle rocce dannunziane (il seguito, che d'ora in poi omettiamo di segnalare nella descrizione, si trova nei fascicoli seguenti), l'Itinerario verso i paesi d'Etiopia di Scarfoglio (anch'esso prosegue nei fascicoli seguenti), le Note su Giorgione e su la critica di D'Annunzio stesso. II) Libro II. Febbrajo 1895, pp. 89-155, XVI. Contiene fra l'altro Alexandros di Pascoli, un saggio di Sartorio sulla pittura di Dante Gabriele Rossetti (prosegue nei fascicoli seguenti). III) Libro III. Marzo 1895, pp. (2), 159-224, XVII-XIX, (1). Contiene fra l'altro l'Elegia secolare di De Bosis. IV) Libro IV. Aprile 1895, pp. (2), 227-286, (2), XXI-XXVIII. Contiene fra l'altro Solon di Pascoli. V) Libro V. Maggio 1895, pp. (2), 291-344, XXIX-XXXVI. Contiene fra l'altro la lirica Venezia di Enrico Panzacchi e uno studio di Adolfo Venturi Al regno dei cieli. Studio iconografico sull'Assunzione della Vergine. VI) Libro VI. Giugno 1895, pp. (2), 347-415, XXXVII-LVI. Contiene fra l'altro la traduzione di De Bosis dell'Ode al vento d'Occidente di Shelley e la prima puntata del saggio dantesco di Pascoli Minerva oscura (prosegue nei fascicoli seguenti), oltre alle Note su Omar Khayyam e su Elihu Vedder dello stesso De Bosis (prosegue anch'esso nel fascicolo seguente). VII) Libro VII. Luglio 1895-Marzo 1896, pp. (2), 419-495-LVII-LXVIII. Contiene fra l'altro l'Ode per colui che deve venire di D'Annunzio e La Morte di Giovanni Pascoli. VIII) Numero speciale per i feriti d'Africa privo di titolazione e di numerazione di fascicolo, impresso nel febbraio 1896, di pp. 44 nn. La brossura, oltre alle consuete illustrazioni, reca il simbolo della Croce Rossa. Contiene fra l'altro il seguito dell''Ode a colui che deve venire e Crisantemi di Pascoli. VIII bis) Libro VIII. Aprile-Giugno 1896, pp. (2), 499-579, LXIX-LXXXII, (2). Contiene fra l'altro la Canzone di Legnano del Carducci, la Rapsodia lirica di Enrico Nencioni, Il tipo della Vergine di Adolfo Venturi e una traduzione in prosa di De Bosis dei poemi di Robert Browning su Andrea Del Sarto. IX) Libro VIIII. Luglio-Dicembre 1896, pp. (2), 583-658, (2), LXXXVII-CX, (2). Contiene fra l'altro un saggio di D'Annunzio su Francesco Paolo Michetti, il carme latino di Pascoli Castanea, Nella Grecia di Omero di Vittorio Spinazzola, Per la morte di un poeta di D'Annunzio (in morte del Nencioni), 2 traduzioni di De Bosis di liriche di Shelley. X-XI) Libri X-XI. Gennaio. N° de réf. du libraire 35866

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Vallino Domenico

Edité par Typographie et Lytographie J. Amosso (1880), Biella (1880)

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Description du livre : Typographie et Lytographie J. Amosso (1880), Biella, 1880. In-4° oblungo (220x290mm), pp. 47 di testo, legatura in m. pelle e tela moderna (conservata la brossura editoriale). Numerosi disegni e fregi tipografici in b.n. n.t. e 50 tavole in litografia a due colori con suggestive vedute valdostane. Qualche usuale brunitura, ma ottimo stato. Edizione originale, rarissima ed estremamente ricercata, di questa pubblicazione sulle montagne valdostane. L'album concerne le Valli di Cogne, la Valsavaranche, la Valgrisanche, la Val di Champorcher, la Val di Rhêmes, la Valpellina ed è da considerarsi di straprdinaria importanza iconografica in quanto molte delle vedute sono le sole raffigurazioni di numerose località valdostane prima dell'utilizzo della fotografia. Il Vallino, alpinista dilettante ed abilissimo disegnatore, aveva in precedenza pubblicato i primi due cahiers, A Gressoney per Val d'Andorno (1877) e In Valsesia (1878), cui avrebbero dovuto fare seguito altri due albi, che non videro però mai la luce. Perret, 4394: Très rare et très recherché. Peyrot, 366. A.C.L., p. 323. Manno, II, 10130. S.A.C., p. 410. B.N. C.A.I. Francese. N° de réf. du libraire 13027

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Description du livre : 1937. Albo di 247 fotografie originali in b.n. dell'Etiopia, non firmate, scattate nel 1937 dal V° Residente Inviato Straordinario ad Ada, G. Dolcetti. In-4° oblungo (258x348mm), legatura in tutta tela con illustrazione fotografica applicata con titolazione in blu e in bianco e cordino laterale. Il documentario, come è definito dall'autore, costituisce un'eccezionale fonte di informazioni sull'Etiopia del tempo e consta di 95 pagine e di 247 fotografie in vari formati, tutte con relative didascalie - e di 3 estratti da Relazioni del V Residente al Comando Settore. Le fotografie sono applicate (più per pagina) su cartoncino grigio, recano in calce didascalie esplicative dattiloscritte e sono tutte protette da velina; precede una rivestitura di cellophan applicata per non sciupare l'album durante il trasporto: Alla consegna dell'album alla persona destinata - la copertina può esser tolta. Per sfogliare la raccolta con un certo interesse occorrono esattamente 40 (quaranta) minuti d'orologio. Sfogliando l'album si prega vivamente di accompagnare con cura sul lato sinistro i fogli velini intermedi. Le fotografie costituiscono una straordinaria documentazione sulle popolazioni locali, gli usi e costumi, la presenza coloniale italiana, la topografia del territorio, l'economia e l'agricoltura autoctone. La prima parte documenta l'arrivo in loco di un geometra dell'Ispettorato Generale Agrario, che vi raggiunse il Centurione del Comando Settore Occidentale Ferrovia inviato straordinario ad Ada per le permute di terreni all'Opera Nazionale Combattenti. Seguono le seguenti sezioni: La tenuta Babitcheff, il noto Fitaurari etiopico di nazionalità russa; Il Lago di Biscioftù a poche centinaia di metri dal villaggio d'Adua; Il Lago di Hora-Arsodi a 1 Km circa dal villaggio di Ada; Il Lago di Biscioftì-Guda a 3 Km circa dal villaggio di Ada; Scene agresti di questa nostra terra d'Africa. Le puntuali didascalie che contrappuntano le immagini illustrano esaustivamente l'itinerario del Residente Inviato Straordinario e del suo seguito, fornendo un resoconto vivissimo anche sotto il prospetto narrativo. Fine precipuo della missione, compiuta nel pieno del periodo delle grandi pioggie, era di compiere accertamenti, misurazioni e valutazioni del totale comprensorio da assegnarsi all'Opera Nazionale Combattenti. L'ultimo estratto di relazione ufficiale documenta puntualmente da quante persone era composta la spedizione e il bilancio dell'incarico politico e civile svolto dal Centurione del Comando Settore Occidentale Ferrovia: ammende inflitte, fustigazioni, spese di gestione, spese di carattere politico, reclami, etc., valutando eccellente sotto ogni rapporto la situazione politica. I funzionari consegnarono all'Opera Nazionale Combattenti e per essa all'Azienda Agraria di Biscioftù il totale comprensorio di 5.311 ettari. Italiano. N° de réf. du libraire 29344

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Farrère Claude

Edité par Dorbon - Ainé (Imprimerie Bénard), Paris (Liège) (1923)

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Description du livre : Dorbon - Ainé (Imprimerie Bénard), Paris (Liège), 1923. In-8° grande (278x200mm), pp. 70, (2), legatura firmata Bernasconi in m. marocchino marrone e angoli con titolo e con motivi geometrici e arabescati in oro entro scomparti su dorso a nervetti. Piatti marmorizzati delimitati da filetti verticali e longitudinali in oro. Taglio di testa dorato, sguardie marmorizzate. Conservata la brossura editoriale. Antiporta figurata, fregi orientaleggianti e illustrazioni a colori n.t. di Armand Rassenfosse. In fine, una suite di 68 disegni a colori avant lettre del Rassenfosse, riproducenti, in altro stato, quelli intercalati n.t. ed impressi su carta gialla imitante la pergamena. Ex-libris figurato. Perfetto stato. Edizione originale. Tiratura di 550 esemplari numerati (n° 73 dei 100 numerati dal 51 al 150). Racconto di ambiente orientale squisitamente illustrato dal Rassenfosse. Il legatore, Auguste Bernasconi (1879-1967), fu specialista in legature di gusto neoromantico. Talvart, V, 328. Monod, 4515: Edition originale et premier tirage recherché en grand papier. Carteret, 155. Francese. N° de réf. du libraire 42972

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Halévy Ludovic

Edité par Émile Testard (Charles Herissey), Paris (Évreux) (1893)

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Description du livre : Émile Testard (Charles Herissey), Paris (Évreux), 1893. In-8° (255x170mm), pp. 197, (7), bella legatura in p. marocchino marrone firmata dai celebri legatori belgi Charles De Samblanx e Jacques Weckesser risalente ai primi decenni del XX secolo; titolo in oro e fregi floreali policromi su dorso a 4 nervi. Unghie decorate, dentelle interne dorate, risguardi marmorizzati. Taglio di testa dorato. 17 acqueforti e culs-de-lampe incisi all'acquaforte da Louis Müller da invenzione di Charles Léandre e 29 incisioni xilografiche intercalate n.t. di Léveillé e Ruffe, egualmente da disegni di Léandre. Ottimo esemplare con conservata la brossura originale con vignetta incisa all'acquaforte. Raffinata edizione elegantemente illustrata dal Léandre di questo romanzo di Halévy (Parigi, 1834-ivi, 1908), scrittore e Accademico di Francia. Charles Lucien Léandre (Orne, 1862-Parigi, 1930), pittore, disegnatore e caricaturista, famoso per le sue rappresentazioni umoristiche pubblicate su importanti giornali quali Le Rire e Le Figaro. Carteret, Trésor du Bibliophile, IV, p. 197: Édition recherchée. Talvart & Place, IV, p. 9. Deman, p. 299. Sul Léandre, Bénézit, VI, p. 500. Delteil, 357. In-8° (255x170mm), pp. 197, (7), belle reliure en plein maroquin marron du début de XX siècle signé par les célèbres relieurs belges Charles De Samblanx et Jacques Weckesser. Titre doré et frises en polychromie sur dos à 4 nerfs. 17 eaux-fortes et culs-de-lampe également gravés a l'eau-forte par Louis Müller d'après Charles Léandre et 29 gravures sur bois dans le texte par Léveillé e Ruffe d'après Léandre. Très bel exemplaire avec brochure originale conservé. Francese. N° de réf. du libraire 19659

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Gherli Odoardo

Edité par Giovanni Montanari (poi Società Tipografica) 1770 - 1777, in Modena (1770)

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Description du livre : Giovanni Montanari (poi Società Tipografica) 1770 - 1777, in Modena, 1770. 7 volumi in-4° (315x225mm), pp. XXIV, 356, (2); XIV, 448, (2); XII, 312, (2) di errata + (102) pp. di tavole logaritmiche; XII, 403; (8), 378, (2); VIII, 389, (3); XXX, 435, (9); cartonature coeve alla rustica (dorsi restaurati). Vignette allegoriche incise ai frontespizi. Complessive 42 tavv. incise in rame e ripiegate f.t., tra cui 4 tavv. di equazioni. Sparsi aloni e bruniture, ma discreta copia in barbe. Prima edizione di questo imponente trattato che ebbe le lodi dello stesso Lagrange. Noi ci limitiamo a segnalare il giudizio datone dal sommo Lagrangia nella lettera diretta all'Autore, ed inserita nel Tomo VII dell'opera stessa, pag. XII, nel quale non dubita dichiararla il corso più compiuto di matematiche fra quanti sino allora erano stati pubblicati. (Tiraboschi). Il primo tomo contiene il trattato dell'aritmetica; il secondo il trattato dell'algebra; il terzo la geometria piana e solida con applicazioni all'agrimensura, la trigonometria piana e sferica, oltre le tavole logaritmiche; il quarto la geometria analitica e le sezioni coniche, il quinto, il sesto ed il settimo, il calcolo differenziale ed integrale (Riccardi). L'edizione fu curata dal Pollera, uno degli allievi prediletti del Gherli, che si spense appena ventiseienne nel 1777, poco dopo aver dato alle stampe l'ultimo volume dell'opera. Il Gherli (Guastalla, 1730-Parma, 1780), padre domenicano e matematico, fu professore di teologia dogmatica nell'Università della propria città natale e di matematiche in quella di Parma. Riccardi, I, 594. Tiraboschi, Biblioteca Modenese, II, pp. 393-394. Poggendorff, I, 890. Italiano. N° de réf. du libraire 42945

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Description du livre : presso Francesco Hertzhauser, in Venezia, 1729. 4 volumi in-folio (432x295mm), pp. (32), 337, (21); (8), 299, (2), 64, (4), 220, (2); (8), 504, (2); (8), 359; cartonatura coeva alla rustica con titolo calligrafato anticamente ai dorsi. Ritratto del Bembo disegnato e inciso su rame da Francesco Zucchi f.t. al primo vol. Vignette incise su rame ai frontespizi (il primo frontespizio è in rosso e nero), testatine e iniziali istoriate sempre incise su rame dallo stesso Zucchi. Testo su due colonne. Freschissima copia marginosa e in barbe. Prima edizione in raccolta delle opere di uno fra i massimi umanisti e scrittore del nostro Rinascimento, curata e annotata dal Seghezzi e magnificamente stampata. Unica e in complesso ottima edizione. Il primo vol. comprende la Storia veneta, latina e volgare; il secondo Prose della volgar lingua, Asolani e Rime; il terzo le Lettere volgari; il quarto le epistole, i dialoghi latini e i carmi (Carlo Dionisotti in D.B.I., VIII, 1966). Morazzoni, p.215. De Grassi, p.173. Gamba,145:''Splendida edizione. Avvertì il Mazzucchelli, che della penna di Antonfederigo Seghezzi sono lavoro le Annotazioni, gl'Indici e le Prefazioni che si trovano in ciascun tomo [.]. Di questa veneziana edizione è copia servilmente fatta quella di Milano, Tipografia de' Classici, 1808-10 [.], tranne l'Istoria per la quale venne seguita l'edizione del Morelli, 1790. Brunet, I, 764: Belle édition. Italiano. N° de réf. du libraire 47056

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Litta Modignani Lorenzo - Bassi Carlo - Re Antonio

Edité par Pirola, Milano (1844)

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Description du livre : Pirola, Milano, 1844. 2 voll. in-4° (275x180mm), pp. (16), 391, (5) di supplemento ed errata; (4), 506, (1) di errata; cartonatura originale con titolo a stampa e stemma di Milano entro bordura elegantemente ornata. Titolo e fregi incisi al dorso. Due frontespizi con titolo entro bordura figurata con stemmi ed immagini e riferentisi a Milano, 14 tavole f.t. all'acquatinta tratte da dagherrotipi incise dal Cherubini, nonché 48 testatine, finalini ed iniziali xilografiche raffiguranti vedute locali. Inoltre, una grande pianta di Milano disegnata da D. Manzoni ed incisa all'acquatinta da Giuseppe Cattaneo ripiegata f.t. in fine del primo vol. ed una grande carta geografica dei dintorni della città incisa dall'Allodi ed impressa da Artaria ripiegata più volte in fine del secondo vol. Piccoli restauri ai dorsi e qualche alone e traccia d'uso alla cartonatura; restauri al verso delle due carte ripiegate. Fioriture consuete quanto lievi. Buon esemplare. Prima ed unica edizione, rara, di una delle più importanti opere ottocentesche sulla storia civile e politica di Milano. L'opera fu stampata in soli 1500 esemplari; il presente esemplare è della tiratura su carta distinta recante la dedica autografa del Podestà di Milano, Casati: Esemplare n°. [il numero è stato cancellato] offerto al Signor Marchese Francesco nella Sesta Riunione degli Scienziati Italiani. Milano 11 Settembre 1844 Il Podestà Casati. Solo poche copie su carta comune furono poste in vendita, ma con le 14 tavole differenti e senza le due grandi carte ripiegate. Cat. Hoepli, 787. Predari, 164. Arrigoni, 207. Lozzi, I, 2650. N° de réf. du libraire 21110

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Derossi Onorato

Edité par presso Onorato Derossi, Torino (1781)

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Description du livre : presso Onorato Derossi, Torino, 1781. In-16° (190x110mm), pp. 202,Brossura coeva blu. In barbe. Stemma sabaudo inciso su rame al titolo entro doppio filetto. Stemma in rame di Torino in testa alla p. 3. Ripiegata dopo la p. 166, pianta topografica estremamente precisa della città di Torino, disegnata ed incisa da Antonio Oliani. Prima edizione di ricercata guida di Torino redatta con estremo scrupolo informativo. In principio bibliografia dei volumi editi sino al 1781 spettanti alla Storia della Città di Torino, e de' suoi contorni. Alla tavola incisa fa seguito, con autonomo frontespizio con stemma della città, la parte intitolata Carta topografica della città di Torino, costituita dagli indici ricapitolativi. L'opera contiene, oltre alle indicazioni relative a chiese e palazzi, l'elenco degli Architetti, Civili e Militari, Misuratori ed Agrimensori torinesi, ed abitanti nella medesima Città, approvati dalla Regia Università. Peyrot, Torino nei secoli, I, n. 216. Bovolato, Archivio Storico, pp. 309-310. Brayda-Coli-Sesia, Ingegneri e architetti del Sei e Settecento in Piemonte, p. 72. Lozzi, 5406, note: Raro. Manca al Manno. N° de réf. du libraire 8538

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Description du livre : appresso Guglielmo Rovillio (Guillaume Rouille), in Lione, 1571. 2 parti con autonomo frontespizio e autonoma paginazione in un vol. in-4° antico (242x169mm), pp. 296, (8) di indice delle medaglie e dei ritratti; (8), 145, (7); legatura settecentesca p. pergamena rigida con titolo e decori ornamentali in oro al dorso. Tagli marmorizzati. Imprese tipografiche in xilografia ai frontespizi con aquila appollaiata su un globo poggiato su una colonna e affiancata da due serpenti con le code fra loro intrecciate, il tutto entro bordura con putti, festoni, cornucopie. Al verso di due frontespizi, xilografia a p. pag. con le armi nobiliari del Du Choul entro bordura architettonica e motto Honor sine honore beatus. Dedica a stampa dell'editore a Caterina de' Medici alla prima parte e del traduttore Gabriele Simeoni a Gian Giordano Orsini alla seconda, testatine e capilettera ornati o istoriati incisi su legno. Centinaia di incisioni xilografiche n.t. o f.t. di Pierre Eskirch (secondo l'attibuzione del Baudrier) raffiguranti medaglie e monete romane e, nella seconda parte, soldati romani, operazioni militari, accampamenti e fortificazioni, bagni termali, ecc. Di grande ricchezza e bellezza l'iconografia numismatica presente nell'opera. Una tavola ripiegata in fine con Figura del campo de Romani. Firma di possesso settecentesca del sacerdote Cherubino Besozzi, abate del monastero olivetano di Pavia, deceduto nel 1773 e autore di un'opera sulle costituzioni olivetane tuttora inedita. Altra firma antica in parte cassata al primo frontespizio. Altra firma primonovecentesca al risguardo posteriore. Sparsi aloni di lieve entità. Buon esemplare. Reimpressione della traduzione italiana di queste rilevanti scritture dello studioso lionese, composte su committenza di Francesco I, sulle credenze religiose romane, la monetazione, l'ordinamento militare e le fortificazioni, i bagni e le terme, i giochi e le attività sportive nella Roma antica (Discours sur la castramétation et discipline militaire des Romains, Des bains et antiques exercitations greques et romaines, Discours de la religion des anciens Romains). L'autore si appoggia alle antiche fonti storiche romane integrandole con i ritrovati successivi dell'archeologia, della numismatica e dell'epigrafia e fondandosi in buona parte sulla sua eccezionale raccolta privata. L'edizione originale in lingua francese è del 1559, seguita, nello stesso anno, dalla traduzione italiana del Simeoni qui ristampata avvalendosi dei medesimi legni. Il Du Choul, nato a Lione verso il 1496, morto nella sua città nel 1560, fu Consigliere del Re Enrico II, Presidente delle montagne del Delfinato ed antiquario, grande conoscitore e raccoglitore di medaglie e monete antiche, nonché figura di spicco della cerchia umanistica lionese. Cfr. (diverse edizioni in lingua italiana e francese ): Brunet, II, 858. Graesse, II, 441. STC Italian, p. 228. Cicognara, 3668. Cockle, 702. NUC, vol.150, p.221. Olschki, Choix, 1836: Livre rare, dont le principal merite consiste dans les excellents figures, dessinees assez librement apres les medailles, bas reliefs, statues etc. de lantiquite romaine. Cfr. Baudrier, IX, pp. 257-259 e sgg. Harvard Mortimer (French), 181. Sul Du Choul, Dictionnaire de Biographie francaise, XI, p. 1256. Sull'opera, Félix Bourriot, Un ouvrage lyonnais de la Renaissance: Discours de la religion des anciens Romains par Guillaume du Choul, Lyon, 1556, in Revue du Nord, t. 66, nn. 261-262, aprile-settembre 1984, pp. 653-675. Italiano. N° de réf. du libraire 47080

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Description du livre : appresso gli Heredi di Marchiò Sessa,, In Venetia, 1572. In-4° antico (208x153mm), cc. (4), 59, brossura antica alla rustica. Al frontespizio, impresa tipografica in xilografia. Numerose illustrazioni xilografiche, sia a piena pagina che intercalate n.t., raffiguranti per lo più pezzi d'artiglieria. Registro al colophon. Ex-libris con stemma di Paul Scherrer-Bylund (studioso svizzero vissuto tra 1902 e il 1992). Antica nota di possesso al recto della c. bianca finale. Bruniture e fioriture diffuse, minimali mancanze all'angolo inferiore destro delle prime cc. Restauri alla brossura. Astuccio in cartone. Seconda edizione, dopo l'originale del 1568 (al dire del D'Ayala esisterebbe un'antecedente impressione del 1541, apparsa col titolo "Arte e precetti del guerreggiare .", ma si tratta in realtà della ristampa del 1641, edita, appunto, con tale mutato titolo), di uno dei maggiori trattati militari del Rinascimento italiano, dedicato principalmente all'artiglieria. Non mancano cenni sulle mine, sulle munizioni, sui razzi, sulla medicina militare (come quelli relativi ai medicamente adottati dal medico bolognese Leonardo Fioravanti in Africa per guarire soldati che vi erano di stanza) o sulle fortificazioni. Il Ruscelli (Viterbo, 1504 ca.-Venezia, 1566), tra i più eclettici poligrafi del nostro Rinascimento, fu il fondatore dell'Accademia dello Sdegno di Roma. Cockle, 663. Marini, p. 25. Spaulding & Karpinski, 30. Riccardi, II, 403. Breman, 245. Hodgkin, III, 2, 9. Jähns, 656. Jordan, 3245. Mortimer, 450. Riling, 25. Libri, 1861, n. 6384. D'Ayala, p. 56. Sotheran, 2nd Supplem., n 21333. Adams, R-956. S.T.C. Italian Books, p. 593. Cfr. Olschki, Choix, 5211, 7704. N° de réf. du libraire 15491

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Description du livre : Appresso Domenico Imberti, In Venetia, 1596. In-4° (215x150mm), pp. (16), 434, cartonatura alla rustica settecentesca con titolo manoscritto in antico al dorso. Impresa xilografica al frontespizio con figura allegorica muliebre simboleggiante la Speranza. Testatine, capilettera e finalini istoriati xilograficamente; carattere romano e corsivo. Ampio indice preliminare bicolonne delle cose notabili. In fine, 19 xilografie a piena pagina con raffigurazione di lavori e strumenti agricoli e preposti alla fabbricazione del vino, all'apicoltura, ecc. Qualche lieve arrossatura. Bellissimo esemplare. Pregevole riedizione veneziana di questo classico della trattatistica agricola rinascimentale pubblicato per la prima volta nel 1550. L'autore (Cadignano, Brescia, 1499-Brescia, 1570), rinomato agronomo, tratta estesamente delle pratiche agricole, della viticoltura, dell'enologia, dei giardini, dei cedri e degli alberi da frutta, dell'allevamento delle vacche e dei buoi, delle pecore e delle capre, dei cavalli, degli asini e dei muli, dell'apicoltura, dei bachi da seta, ecc. Rinomato agronomo, membro dell'Accademia degli Occulti, introdusse in Italia la coltivazione del trifoglio e del riso. Arricchitosi con il commercio di tessuti, acquistò una proprietà terriera presso Poncarale, dedicandosi ai piaceri della vita di campagna e alla stesura del presente trattato. Cfr. Ceresoli, p. 265. Lastri, 58. Ceresoli, p. 263. Paleari,197. Westbury, p. 110. Rothamsted, p. 265. Mortimer, 205. Hunt Botanical Catalogue, I, 189 (ed. 1610). Brunet, II, 1467. B.I.N.G., 878. Moretti, p. 314. Niccoli, p. 45. Re, II, 288. Simon, Bibliotheca Bacchica, 279. Edizione mancante all'Adams, a STC Italian Books, a OCLC. Italiano. N° de réf. du libraire 13098

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Lipsio Giusto (Lips Joost)

Edité par Ex Officina Plantiniana Balthasaris Moreti 1630 - 1605, Antverpiae (1630)

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Description du livre : Ex Officina Plantiniana Balthasaris Moreti 1630 - 1605, Antverpiae, 1630. 2 opere in un vol. in-4° (271x187mm), pp. 397, (6); 221, (5); solida legatura coeva in p. pergamena rigida con unghie, fleurons impressi a freddo al centro dei piatti entro intersezioni egualmente a freddo di filetti orizzontali e verticali con filetti longitudinali agli angoli. Titolo calligrafato su dorso a nervi. Una firma antica cassata al risguardo anteriore. Sparse bruniture; una mancanza al margine superiore delle pp. 5-6 del secondo vol., senza lacuna testuale. Comprende: 1) De Militia Romana, cit. Numerose e magnifiche incisioni, di cui 5 su rame a piena pagine (una ripiegata) e le restanti intercalate a mezza pagina n.t., realizzate sia in calcografia che in xilografia da Peeter van der Borcht e Theodore Galle. Edizione definitiva di questa rilevante opera lipsiana sulle milizie di Roma antica, concepita come commento alle Storie di Polibio, di cui sono riportati numerosissimi brani nell'originale greco. L'edizione originale, sempre con tipi plantiniani, è del 1595. Cfr. Biblioteca Belgica, III, L-369. Adams, L781 (edizione originale). Cockle, 620 (ediz. 1614). Nicèron, XXIV, p. 128, n. 22. 2) Poliorceticon, cit. 25 bellissime incisioni f.t. e numerose altre n.t. attribuite di volta in volta a Pieter Van Der Borcht o al grande maestro di Rubens, Otto Van Veen (Otto Venius), raffiguranti singolari macchine belliche, scene di battaglie e di assedi. I passi citati dagli storici greci sono riportati nei caratteri alfabetici originali. Terza edizione, ampliata e riveduta rispetto alle prime due, di importante e bellissimo trattato sulle tecniche e gli strumenti bellici, soprattutto dell'antica Roma, una delle poche scritture lipsiane di militaria, insigne soprattutto per splendore iconografico. Vengono esaustivamente descritte catapulte, cannoni, fortificazioni, armi pirotecniche, etc., con notizie attinte prevalantemente alle antiche narrazioni di battaglie di uno dei massimi storici dell'antichità, Polibio. Bibliotheca Belgica, XVII, L-424. Cockle, 672. Bibliographic Lipsienne (Ghent, 1886-1888), II, 319 ff. Belg. Typogr., n. 1952. Funck, 354. Olschki, Choix, 3964 e passim: Ouvrage savant sur l'art militaire des Romains, estimé à cause de ses belles gravures. Jähns, 561. Manca a Brunet e a Graesse. Giusto Lipsio, forma latinizzata di Joost Lips, nacque a Overyssche, presso Bruxelles, nel 1547. Grandissima figura di umanista e filologo, lasciò fondamentali edizioni di testi e una assai notevole produzione filosofica e politica, attestante il largo influsso tacitiano e del moralismo stoico nel pensiero politico del Rinascimento. Latino. N° de réf. du libraire 31045

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Leroy - Beaulieu Paul

Edité par S.n.t., 1910 - 1930, Paris, (1910)

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Description du livre : S.n.t., 1910 - 1930, Paris, 1910. 20 annate: Raccolta delle annate dal 1910 al 1930 di questo celebre periodico economico francese diretto dal Leroy-Beaulieu. Rilegate in 33 tomi in-4° grande (350x243mm), pp. 1000 ca. per ogni annata, in solida m. pergamena e angoli con titolo in oro su doppio tassello in tela blu ai dorsi. Piatti marmorizzati. Testo bicolonne. Eccellenti esemplari in barbe. Il Leroy-Beaulieu (Saumur, 1843-Parigi, 1916) fu economista liberale profondamente influenzato dal pensiero di Tocqueville. Professore al Collège de France e e all'École Libre des Sciences Politiques di Parigi, fu anche membro dell'Institut de France. Egli fondò nel 1873 la presente rivista, assorbita, nel 1938, dalla "Revue Economique et Financière". Il titolo venne preso da un precedente periodico economico di Jules Duval. N° de réf. du libraire 25461

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Chaptal - Rozier - Parmentier - d'Ussieux

Edité par Chez Delalain - De l'Imprimerie de Marchant An IX - 1801, A Paris (1801)

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Description du livre : Chez Delalain - De l'Imprimerie de Marchant An IX - 1801, A Paris, 1801. 2 voll. in-8° (215x140mm), pp. XVI, 408; X, (2), 584; brossura coeva di colore azzurro con dorsi rivestititi in carta marmorizzata. 12 tavv. incise su rame f.t. al primo vol. e 9 al secondo (VIII + una tav. con numerazione V bis) raffiguranti la pianta della vite, pampini d'uva, procedure e strumenti tecnici della vinificazione, etc; una tabella ripiegata al secondo vol. Tarif a l'usage du commerce de l'eau-de-vie, preuve de Hollande. Il primo vol. è in barbe. Bell'esemplare. Prima edizione di questo importante trattato di enologia e vinificazione, concernente anche le acqueviti e gli aceti. Jean Baptiste François Rozier e Louis d'Ussieux sono autori della parte rigurdante la viticoltura, mentre Jean Antoine Claude Chaptal contribuisce al trattato con il primo dei suoi trattati sul vino; la parte sulla distillazione è opera ancora di Rozier, mentre Antoine Augustin Parmentier discorre degli aceti. Lo Chaptal (Saint-Pierre-de-Nogaret-en-Lozère, 1756-Parigi, 1832), figlio di un farmacista, fu professore di chimica applicata alle arti, all'industria e all'agricoltura a Montpellier, Ministro dell'Interno sotto Bonaparte tra il 1800 e il 1804 e Direttore generale del Commercio e dell'Industria di Francia, promotore della costruzione delle grandi strade alpine del Sempione, del Moncenisio e del Monginevro. Fondatore di una ditta di prodotti chimici assai rinomata e che concorse allo sviluppo industriale della Francia del tempo, nel 1814 organizzò la difesa di Lione contro le truppe austriache del Bubna, tenendo la direzione del Commercio e delle Manifatture. Nel 1811 ricevette il blasone nobiliare di Conte di Chanteloup e fu in seguito nomnato Pari, carica che mantenne anche sotto la Restaurazione. Oltre a volumi di chimica applicata, lasciò delle memorie e dei ricordi su Napoleone, suo grande protettore, che furono editi postumi dal pronipote solo nel 1893. Oberlé, Bibl. Bachique, 118, Oberlé, Fastes, 949. Simon, Bibl. Vinaria, 18. Cagle, 132. Quérard, II,130. Hoefer, NBG, IX, 706-709. DSB, III, 198-203. Manca al Bitting, al Vicaire. N° de réf. du libraire 26565

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Description du livre : Imprimerie Royale, Turin, 1838. In-4° (271x215mm), pp. XII, (1), 354, (1), brossura editoriale marrone con titolo entro bordura ornamentale. Al piatto, una dedica manoscritta à Mr. le Chev. Ang. Pezzana Bibliothécaire à Parme. Il Pezzana (Parma, 1772-ivi, 1862), Direttore della biblioteca di Parma, continuò le opere di Ireneo Affò (Memorie degli scrittori e letterati parmigiani, 1825-33; Storia di Parma, 1837-59) e si dedicò anche a studi di incunabolistica (Catalogo dei libri impressi in Parma dal 1472 al 1500). Antiporta con ritratto inciso del Solaro Della Margherita; 6 tavv. f.t. in litografia ripiegate relative alla distribuzione dell'artiglieria e alla localizzazione delle mine; l'ultima tav. è una pianta di Torino durante l'assedio del 1706. Minimi restauri al dorso. Ottimo esemplare in barbe. Reimpressione ottocentesca (si tratta della quinta edizione assoluta, la prima stampata a Torino e la prima in cui appaia il nome dell'autore) di questo particolareggiato resoconto dell'assedio di Torino del 1706, quasi contemporaneo agli eventi. Il conte Giuseppe Maria Solaro Della Margherita (Mondovì, 1644-Torino, 1719), figlio del Segretario di Stato del Cardinal Maurizio, sposò una Morozzo di Bianzé. Al tempo dell'assedio, egli era luogotenente generale e comandante dell'artiglieria della piazza assediata. Curiosa e di singolare interesse la narrazione della morte di Pietro Micca. Cfr. Melzi, II, p. 44. col. 1. Armando - Manno, Bibliografia dell'assedio di Torino, n. 27. Barbier, I, 484. Cfr. Peyrot, Torino nei secoli, I, p. 149, n. 100. Sul Solaro Della Margherita, C. Lovera e P. I. Rinieri, C. Solaro Della Margherita, Torino, 1931. Francese. N° de réf. du libraire 17073

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Nodier Charles

Edité par Chez Ponthieu (Imprimerie d'A. Egron), A Paris (1821)

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Description du livre : Chez Ponthieu (Imprimerie d'A. Egron), A Paris, 1821. In-16° (180x105mm), pp. (4), VIII, 9-212, brossura originale con titolo entro bordura ornamentale. Restauri al dorso, recante due etichette cartacee, una con titolo manoscritto e una con segnatura di privata biblioteca. Buona copia in barbe. Edizione originale, rara, di quest'opera di notevole influenza sul Romanticismo letterario francese e soprattutto sul filone, nel suo spiccato gusto per il macabro, del cosiddetto Romanticismo nero e poi della letteratura sui vampiri. Clouzot, p. 129. Carteret, Trésor du Bibliophile, II, p. 226. Francese. N° de réf. du libraire 39837

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Alibert Jean Louis

Edité par co'tipi dell'editore Giuseppe Antonelli, Venezia (1835)

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Description du livre : co'tipi dell'editore Giuseppe Antonelli, Venezia, 1835. In-folio grande (488x318mm), pp. (4), XXVIII, 408, legatura coeva m. pelle marrone con titolo e greche in oro al dorso. 63 tavv. f.t. incise su acciaio dal Moretti ed in coloritura manuale coeva all'acquerello, raffiguranti con estremo realismo decine di malattie della pelle studiate dall'Alibert nel volume (la prima tavola, all'antiporta, è una sorta di albero genealogico delle dermatosi). Dorso restaurato. diffuse fioriture. Prima edizione italiana (la traduzione è di M. G. Levi, dottore in medicina dell'Ateneo Veneto) di uno dei testi capitali della dermatologia moderna, Description des maladies de la peu, observées a l'Hôpital Saint Louis (Parigi, 1825). The largest and most spectacular of the early classics of dermatology, with hand coloured illustrations unsurpassed for their quality of execution. The illustrations are also the first on the subject in a French book. This book also contains the first description of mycosis fungoides (Garrison Morton). Il barone Alibert (Villefranche-de-l'Aveyron, 1766-Parigi, 1837) fu il massimo dermatologo francese del secolo decimonono, medico all'Hôpital Saint-Louis e medico personale di Luigi XVIII. Studioso in gioventù delle febbri perniciose, biografo del Galvani e dello Spallanzani e ferratissimo anche nella storia della medicina, fu soprattutto il capostipite della dermatologia moderna con la fondamentale Description des maladies de la peau, apparsa in più parti nel ventennio 1806-1827, descrivente per la prima volta la sclerodermia (o, appunto, malattia di Alibert) e la micosi fungoide (dermatosi di Alibert). Studioso in gioventù delle febbri perniciose, biografo del Galvani e dello Spallanzani e ferratissimo anche nella storia della medicina, fu soprattutto il capostipite della dermatologia moderna con la fondamentale Description des maladies de la peau, apparsa in più parti nel ventennio 1806-1827, descrivente per la prima volta la sclerodermia (o, appunto, malattia di Alibert) e la micosi fungoide (dermatosi di Alibert). Garrison-Morton, 3986. Brunet, I, 182. Graesse, I, 77-78. Castiglioni, 624. Wellcome, II, 31. Manca a Osler, Waller e Olschki. Su Alibert, A.B.I., III, 8, 328-332. C. E. Goshen, The psychology of Jean Louis Alibert in Journal of the History of the Behavioral Sciences, Brandon, Virginia, 1966, II: 357-370. F. Alfaric, Jean Louis Alibert, fondateur de la dermatologie en France. Sa vie, son oeuvre, Paris, J. B. Baillière, 1917. L. Brodier, J. L. Alibert, médecin de l’Hôpital Saint Louis (1768-1837), Paris, Maloine, 1923. Société des amis de Villefranche et du Bas-Rougergue. Jean-Louis Alibert, 1768-1837: fondateur de la dermatologie française; médecin-chef de l’Hôpital Saint-Louis, premier médecin ordinaire des rois Louis XVIII et Charles X, membre de l’Académie de Médecine, Villefranche-de-Rougergue, 1987. Quattro copie della presente edizione in SBN (Forlì, Torino, Trieste e Spoleto). Italiano. N° de réf. du libraire 10032

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Description du livre : per Sebastian Coleti, e Gio. Malachia, in Venezia, 1720. 4 voll. in-12° (175x98mm), pp. (16), 448; (4), 600; (4), 430, (2); (4), 314, (28) di indice generale dei quattro volumi; cartonatura coeva rustica con dorsi rivestiti anticamente in carta marmorizzata con titolo calligrafato. Fregi floreali ai frontespizi, centinaia di blasoni nobiliari incisi su legno a mezza pagina, uno per ciasuna famiglia nobile. Tracce del tempo alle cartonature, sparsi aloni e bruniture di lieve entità. Buon esemplare nel complesso. Prima e unica edizione, assai rara, di quest'opera (manca il nome del compilatore) dedicata enciclopedicamente alle famiglie nobili italiane, europee e del mondo intero (nella trattazione si discorre anche della Tartaria e della Persia, dell'Abissinia come del Siam o del Giappone o della Cina, ecc.) nonché agli ordini cavallereschi. Manca al Morazzoni. Italiano. N° de réf. du libraire 37416

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Allegranza Giuseppe

Edité par presso Simone Occhi, in Venezia (1765)

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Description du livre : presso Simone Occhi, in Venezia, 1765. In-12° (200x125mm), pp. 94, (1) di errata, brossura muta originale. Piccolo fregio xilografico al titolo. Dedica a stampa di Angelo Teodoro Villa al Marchese Girolamo Castiglioni e altra dedicatoria dell'autore a don Giuseppe Casati. Una tav. incisa ripiegata f.t. da invenzione del canonico chiavennese Paolo Paruta con raffigurazione dell'antico fonte oggetto della presente memoria. Una testatina e un capolettera istoriati incisi su rame. Qualche alone lieve. Bell'esemplare in barbe. Unica edizione, molto rara. Memoria storico-artistica sull'antico monumento ecclesiastico chiavennese. L'Allegranza (Milano, 1713-ivi, 1785), frate domenicano, fu noto archeologo (la sua opera maggiore è il De sepulcris christianis in aedibus sacris), bibliotecario della Braidense su nomina di Maria Teresa d'Austria. Italiano. N° de réf. du libraire 38508

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Mathon De La Cour Charles Joseph]

Edité par Chez Cuchet - Chez Gattey, a Lausanne, et se trouve a Paris (1788)

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Description du livre : Chez Cuchet - Chez Gattey, a Lausanne, et se trouve a Paris, 1788. 2 voll. in un tomo in-4° (265x200mm), pp. XII, 231, (1). Segue: [Étienne Charles Lomenie de Brienne] - [Soufflot de Merey], Compte rendu au Roi, au mois de Mars 1788, et publié par ses ordres, a Paris, de l'Imprimerie Royale, 1788, pp. (2), XIV, (2), 183. Legatura coeva m. pelle con titolo in oro su tassello granata su dorso a cinque nervi. Piatti in pergamena. Tagli rossi. Numerose tabelle n.t. Bell'esemplare, leggermente brunito e fiorito. Edizione originale di entrambe le opere. La prima, anonima, ma dovuta al Mathon De La Cour, è una raccolta delle relazioni finanziarie sui conti pubblici di Francia presentate al Re dei vari Ministri delle Finanze, Boullogne (1758), De Silhoutte (1759), Terray (1770-1774), Turgot (1775), Cluny (1776), Necker (1781), Fleury (1783), etc. Mathon De La Cour (Lione, 1738-sulla ghigliottina, 1793), figlio di Jacques, noto scienziato, fu dedito a intense attività filantropiche e di promozione culturale e fu fertile poligrafo, membro dell'Accademia della propria città e tra gli editori del Journal de Lyon. Sollecito della situazione dei conti di Francia, si sforzò di indicare i rimedi più idonei a sanarli in questa ed in altre opere economiche; rimasto a Lione durante l'assedio di cui la città fu fatta oggetto, alla sua presa finì sulla ghigliottina in quanto appartenente ad una delle principali famiglie nobili lionesi. Kress, B 1446. Goldsmiths, 13646. Einaudi, 1179. Stourm, 27: Ouvrage indispensable à posseder. Barbier, I, 2450. L'opera del Loménie de Brienne (ma il Barbier la ritiene invece per intero opera del Souffloy de Merey), è un rendiconto sullo stato delle finanze francesi nel 1788 complementare a quelli raccolti dal Mathon De La Cour nel precedente volume. Il Loménie de Brienne (Parigi, 1727-Sens, Yonne, in carcere, 1794), Arcivescovo di Toulouse dal 1763, membro dell'Académie dal 1770, assurse nel 1787 alla carica di Ministro delle Finanze e, l'anno successivo, a quella di Primo Ministro. Cardinale dal 1788, fu figura atipica (e, per certi versi, assai equivoca) di religioso illuminato, legato com'era agli enciclopedisti e allo stesso Voltaire. Nel 1790 giurò come prete costituzionale, venendo perciò dal papa privato della porpora cardinalizia. Arrestato per sospetta attività antirivoluzionaria, chiuse i propri giorni in carcere a Sens. L'opera è una testimonianza di primo ordine delle riforme economiche assai osteggiate dal Parlamento che il Loménie de Brienne intese condurre in porto; in esse egli cercò di sanare il pesante deficit francese, istitutì le assemblee provinciali già ideate da Necker, soppresse le corvée, promosse la libertà del commercio granario, e, scontratosi con la rappresentanza parlamentare, ricorse al sotterfugio di far esiliare temporaneamente il Parlamento medesimo a Troyes, facendosi nominare premier ministre. Kress, S 5185. Golsmiths, 13636. Einaudi, 2245. Stourm, 143. Barbier, 2570. Non in INED, Sabin, Echeverria-Wilkie, JFBL. Francese. N° de réf. du libraire 10299

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Necker Jacques

Edité par De L'Imprimerie Royale, a Paris (1781)

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Description du livre : De L'Imprimerie Royale, a Paris, 1781. 7 opere in un vol. in-4° antico (264x198mm), legatura coeva p. pelle marrone con dorso a 5 nervetti recante un titolo in oro su tassello rosso e, entro scomparti, filettature e fregi vegetali e floreali impressi in oro. Tagli in marmorizzatura verde, sguardie in marmorizzatura policroma. Eccezionale miscellanea di opere economiche di e su Necker, di primaria importanza per la storia delle finanze francesi, del colbertismo, ecc., quasi a ridosso della Rivoluzione; eccezion fatta per il Compte rendu, che è nella seconda tiratura dell'edizione originale, per la quarta opera, Observations modestes d'un citoyen, che è in seconda edizione, e per l'ultima, anch'essa in una reimpressione, tutte le restanti scritture figurano in edizione originale. Esemplare assai bello, presentante solo qualche lieve quanto usuale brunitura e fioritura. Comprende: 1) Jacques Necker, Compte rendu au Roi, au Mois de Janvier 1791, a Paris, de l'Imprimerie Royale, 1781, pp. (4), 116. In principio, una tavola allegorica ripiegata incisa su rame con scene di ispirazione biblica attinte alla vicenda di Giuseppe (Giuseppe adombra l'identità di Necker stesso) entro padiglione sormontato da putti e recante al proprio interno altre raffigurazioni allegoriche. Una sestina in lingua francese è apposta in calce alla calcografia. Seguono una tavola ripiegata incisa su rame di Allégorie pour le frontispice du Compte rendu au Roi par M. Necker (il Tempio della Memoria con le Virtù che innalzano un obelisco piramidale in gloria di Necker; la dettagliata spiegazione dell'allegoria medesima è nel testo in calce alla tavola), un'altra calcografia ripiegata allegorica della fama immortale cui era destinato il nome di Necker presso il Tempio della Memoria, con raffigurazioni dell'Invidia delusa, della Gloria, ecc., e, infine, all'antiporta, una quarta e ultima calcografia con il busto di Necker che schiaccia un'allegoria dell'Invidia in forma di donna anguicrinita e reggente altri serpenti nella mano destra, chiaramente allusiva al trionfo della fama di Necker contro le malevolenze e le ostilità che gli erano state scagliate addosso. Tra le pp. 114-115, una tabella ripiegata delle entrate e delle spese del patrimonio regio, e, infine, una bella carta geografica della Francia incisa su rame e in bella acquerellatura coeva relativa alle gabelle delle singole regioni francesi, con chiarimenti testuali in calce, e, ancora, una Carte des Traites incisa su rame e colorata all'epoca all'acquerello. Ex-libris manoscritto settecentesco alla prima carta bianca. Stemma del Re di Francia coronato inciso su rame al frontespizio (l'opera è imprimé par ordre de Sa Majesté). Seconda tiratura dell'edizione originale del Compte rendu di Necker, il celebre banchiere ginevrino allora Ministro delle Finanze di Luigi XVI (in seguito alle dimissioni di Taboureau des Reaux) e padre di Madame de Staël. Nel 1781 apparvero due edizioni del Compte rendu, una, la presente, con la dicitura tipografica Imprimerie Royale e l'altra con la dicitura Imprimerie du Cabinet du Roi, ritenuta la prima tiratura delle prima edizione, impressa in limitato numero di copie per uso reale e non destinata al commercio. Necker rendeva per la prima volta pubblici alla popolazione francese i ragguardevoli risultati ottenuti nei cinque anni del suo ministero (diminuzione delle spese, semplificazione dell'apparato amministrativo, etc.), le modalità dell'amministrazione delle finanze statali e l'ammontare delle pensioni ed emolumenti di corte, suscitando così scontento e critiche all'interno della corte medesima, ostilità che comportarono, quattro mesi dopo, le sue dimissioni, malgrado l'enorme popolarità da lui incontrata presso il popolo. Rapidamente ristampato, il resoconto di Necker fu tradotto nelle principali lingue europee per la sua capitale importanza nella ricostruzione delle finanze francesi del tempo. This must be the bestselling financial statement ever issued. Ironically, its very success caused Neckerìs downfall. N° de réf. du libraire 13456

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Baj Enrico - Mandiargues André Pieyre de

Edité par M' Arte (Tipografia Stefanoni), Milano (Lecco) (1970)

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Description du livre : M' Arte (Tipografia Stefanoni), Milano (Lecco), 1970. In-folio (390x288mm), pp. 28 nn. a fogli sciolti entro brossura editoriale color blu marina a risvolti con riproduzione in bianco delle firme dello scrittore e dell'artista. Camicia editoriale blu e custodia cartonata. Con due acqueforti originali a colori di Enrico Baj, numerate e firmate. Riproduzione a pag. intera del manoscritto originale della poesia che dà il titolo al volume con firma autografa di De Mandiargues. Note bio-bibliografiche e due foto in nero degli artisti. Traduzione di Roberto Sanesi. Edizione originale, molto rara, stampata in soli 149 esemplari (n° 99 della tiratura di 99 numerati da 31 a 129). Jentsch, p. 37. Francese. N° de réf. du libraire 25392

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Banti Anna (Lucia Lopresti Longhi)

Edité par Sansoni (L'Impronta), Firenze (1947)

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Description du livre : Sansoni (L'Impronta), Firenze, 1947. In-8° (222x177mm), pp. VIII, 212, brossura editoriale a risvolti con velina protettiva con pecetta applicata, camicia cartonata e custodia, egualmente, in cartonato, con pecetta applicata. 12 tavv. f.t. su carta diversa con linoleografie a tre colori di Mino Maccari. Smagliante esemplare, editorialmente a fogli sciolti, impresso su carta forte, in condizioni perfette. Prima edizione, nella rara tiratura di lusso di sole 100 copie (esemplare n° 34) su carta Nettunia di Fabriano, del libro più famoso della Banti, romanzo ispirato alla grande pittrice caravaggesca Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio. Gambetti / Vezzosi, p. 54: Scritta nel 1944 e riscritta dopo lo smarrimento del manoscritto durante un bombardamento che distrusse la sua casa fiorentina. Le grafiche originali di Maccari rendono questo libro il più ricercato dell'A., soprattutto nella tiratura di lusso. Spaducci, p. 29. N° de réf. du libraire 29272

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Description du livre : apud Juntas, Venetijs, 1640. 2 parti in un vol. in-4° (250x180mm), pp. (16), 212 [numerate per errore 122], (8); 219, (23); cartonatura coeva alla rustica foderata con carta antica decorata a motivi floreali e ornamentali bicromi. Titolo calligrafato su tassello cartaceo al dorso. Frontespizio con titolo entro cornice architettonica incisa in rame con figurazioni allegoriche. Testatine e capilettera istoriati in xilografia. 56 ritratti di uomini illustri incisi f.t. da Andrea Salmincio; alla p. 47 la filettatura tipografica che doveva racchiudere il ritratto del Tomitano è lasciata in bianco in quanto tale ritratto non venne inciso. Marca tipografica giunta al verso dell'ultima carta. Fori di tarlo in principio e in fine del volume, qualche brunitura e alone, alcuni scarabocchi a pennino alla p. 179, sotto il ritratto di Philippus Faber. Una firma antica al frontespizio. In barbe. Buon esemplare nel complesso. Prima e unica edizione di questa secentesca galleria di uomini ingegnosi delle lettere, delle arti, delle scienze, della medicina e della religione, esemplata su due precedenti opere del Giovio, le Vitae virorum illustrium (1549) e gli Elogia virorum bellica illustrium (1554). Annota la Vinciana: Interessante per le biografie di Arnaldo Villanova, Raimondo Lullo, Gerolamo Fracastoro, Pietro Valeriano, Andrea Vesalio, Bernardino Telesio, G. B. Porta, Ulisse Aldrovandi, Lodovio Settala, Andea Argoli, Cesare Cremonino, Francesco Pona, Fortunato Liceti, E. C. Davila, Torquato Tasso, ecc. Nel 2° libro capitoli sui cibi e le bevande, sui magi, sulle superstizioni. ecc. L'Imperiali (Vicenza, 1602-ivi, 1670 ca) fu medico e poligrafo. Camerini, 1342. Vinciana, 1749. Brunet, III, 431. Hirsch, III, p. 342. Wellcome, I, 3394. Krivatsy, 6135. Heirs of Hippocrates, 471. Osler, 6686. Graesse, III, 420. Olschki, Choix, 7131, 8905 e 15671. Latino. N° de réf. du libraire 35444

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