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Description du livre: Per Domenico Lobetti - Bodoni,, Saluzzo, 1831. 6 voll. in-8° (220x130mm), pp. XIX, 441, (7); VI, 511, (5); 396, (4); XV, 29, (5); 385, (6); VIII, 441, (5); (2), 56; XVIII, (2), 486, (2); brossura originale azzurra con titolo entro bordura ornamentale incisa. 24 tavv. f.t. incise litografia (numerose le tavv. ripiegate), disegnate da F. Muletti: 4 vedute di Saluzzo, 2 vedute dei castelli di Manta e di Verzuolo, una grande pianta topografica di Saluzzo, una tav. dell'assedio del 1487, 15 tavv. raffiguranti ritratti, monete, monumenti e opere d'arte di Saluzzo e dei Marchesi, 4 grandi tavole genealogiche ripiegate. Ex-libris. Restauri alle brossure, presentanti alcuni aloni. Qualche normale brunitura e fioritura interna. Nel complesso, ottimo esemplare in barbe. Edizione originale, assai rara, della classica storia di Saluzzo del Muletti (1755-1808), pubblicata a cura del figlio Carlo, la cui narrazione corre dalla fondazione della città al 1548, quando Saluzzo fu inglobata nel dominio francese. L'opera costituisce la più completa e approfondita opera sulla storia politica e religiosa del Marchesato di Saluzzo. All'edizione sono editorialmente aggiunte altre 2 opere: "Calamitas calamitatum, Commentariolum" di Giovanni Giacomo de Fia (studioso saluzzese contemporaneo del Petrarca), a cura di Carlo Muletti (1830), "L'assedio di Saluzzo dell'anno 1487, descritto da Bernardino Orsello" (1831) e "Notizie intorno all'origine ed al progresso dell'arte tipografica in Saluzzo" di Costanzo Gazzera. L'esemplare è completo anche di due rari "manifesti" di associazione all'opera, uno di 4 pp. e uno di 8 pp., allegati, sciolti, al primo ed all'ultimo volume.Platneriana, p. 338 (ed. del 1839). Lozzi, II, 4674 (in nota). Manno, 10770. Hugon / Gonnet, 968. N° de réf. du libraire 30825

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Description du livre: Librairie Artistique H. Launette,, Paris, 1884. In-4° (327x245mm), pp. XII, 212, (6), bella legatura contemporanea al volume in m. pelle avana ed angoli, con titolo, riquadri di filetti e fregi floreali e ornamentali in oro su dorso a nervetti e piatti e sguardie marmorizzate. Taglio superiore dorato. 220 disegni b.n. intercalati nel testo e 12 grandi composizioni realizzate in "photogravure" da Maurice Leloir, tra cui un ritratto di Sterne entro ovale all'antiporta in bella cornice figurata. Perfetto stato; conservata la bella brossura editoriale cromolitografica con titolo entro cornice figurata con scene ispirate al "Sentimental Journey". Esemplare della tiratura di lusso non venale, impreziosito da una dedica autografa dell'editore Launette e dalla presenza di 12 acquerelli originali f.t. (due fungenti da doppia antiporta) su "Papier Japon", datati 1886, di F. Coindre, con scene di gusto Carteret, IV, 369: "Intéressante publication en grand papier". Flety, 40. Monod, 10458. Vicaire, VII, 666. Osterwalder, "Dictionnaire des illustrateurs", p. 612. Bénézit, VIII, 477. Exemplaire exceptionel avec avec 12 aquarelles originales h.t. sur Papier Japon de F. Coindre. 220 dessins en b.n. dans le texte et 12 compositions en "photogravure" de Maurice Leloir h.t. Parfait état. Tirage de luxe, hors commerce, signé par l'éditeur Launette. N° de réf. du libraire 20363

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Description du livre: Typogr. et Lytogr. J. Amosso, (1880)., Biella, 1880. In-4° oblungo, pp. 47 di testo, legatura in m. pelle e tela (senza la brossura editoriale riprodotta in copia fotostatica a colori). Numerosi disegni e fregi tipografici in b.n. n.t. e 50 tavole in litografia a due colori con suggestive vedute valdostane. qualche usuale brunitura, ma ottimo stato. Edizione originale, rarissima ed estremamente ricercata, di questa pubblicazione sulle montagne valdostane. L'album concerne le Valli di Cogne, la Valsavaranche, la Valgrisanche, la Val di Champorcher, la Val di Rhêmes, la Valpellina ed è da considerarsi di straprdinaria importanza iconografica in quanto molte delle vedute sono le sole raffigurazioni di numerose località valdostane prima dell'utilizzo della fotografia. Il Vallino, alpinista dilettante ed abilissimo disegnatore, aveva in precedenza pubblicato i primi due cahiers, "A Gressoney per Val d'Andorno" (1877) e "In Valsesia" (1878), cui avrebbero dovuto fare seguito altri due albi, che non videro però mai la luce. Perret, 4394: "Très rare et très recherché". Peyrot, 366. A.C.L., p. 323. Manno, II, 10130. S.A.C., p. 410. B.N. C.A.I. N° de réf. du libraire 13027

4.

Il Convito.

De Bosis Adolfo (editore e curatore)
(Torino, TO, Italy)
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Description du livre: Adolfo De Bosis (Tip. Unione Cooperativa Editrice), 1895 - 1907, Roma, 1895. Tutto il pubblicato della storica rivista fondata e diretta da Adolfo De Bosis, fra le più importanti della cultura italiana a cavallo tra Otto- e Novecento. 12 fascicoli (di cui uno doppio) in-4° (295x240mm), belle brossure originali disegnate da Giuseppe Cellini con elaborati motivi ornamentali e floreali a entrelac incisi in xilografia. Minimali restauri marginali alle brossure di alcuni fascicoli. Ogni fascicolo è illustrato con belle tavole riprodotte in fotoincisione f.t. e n.t. di artisti come Giuseppe Cellini, Giulio Aristide Sartorio, Francesco Paolo Michetti, Alessandro Morani, Lawrence Alma-Tadema, Elihu Vedder, Enrico Coleman,ecc. Ottimo esemplare in barbe, parzialmente intonso e impresso su bella carta forte. La rivista, pubblicata da De Bosis a proprie spese, fu il tipico frutto dell'estetismo decandente fin de siècle (con echi ancora palpabili del gusto preraffaellita) e adunò alcuni dei maggiori nomi delle lettere italiane del tempo, D'Annunzio in testa a tutti. "Una sorta di positivismo da superuomo, mescolato di spirito libertario e al tempo stesso imperialista, antipacifista, anima e arricchisce i bellissimi fascicoli, dai fregi alessandrini e dai grandi margini. è questo il momento più singolare del nostro decadentismo. è nel "Convito" che si riconosce il grado artistico del parnassianesimo italiano" (Giorgio Petrocchi). La rivista risulta così composta: I) Libro I. Gennajo 1895, pp. 86, (2), VI, (2). Comprende, oltre al "Proemio" generale di e Bosis, "Gog e Magog" di Giovanni Pascoli, la prima parte in edizione pre-originale de "Le vergini delle rocce" dannunziane (il seguito, che d'ora in poi omettiamo di segnalare nella descrizione, si trova nei fascicoli seguenti), l'"Itinerario verso i paesi d'Etiopia" di Scarfoglio (anch'esso prosegue nei fascicoli seguenti), le "Note su Giorgione e su la critica" di D'Annunzio stesso. II) Libro II. Febbrajo 1895, pp. 89-155, XVI. Contiene fra l'altro "Alexandros" di Pascoli, un saggio di Sartorio sulla pittura di Dante Gabriele Rossetti (prosegue nei fascicoli seguenti). III) Libro III. Marzo 1895, pp. (2), 159-224, XVII-XIX, (1). Contiene fra l'altro l'"Elegia secolare" di De Bosis. IV) Libro IV. Aprile 1895, pp. (2), 227-286, (2), XXI-XXVIII. Contiene fra l'altro "Solon" di Pascoli. V) Libro V. Maggio 1895, pp. (2), 291-344, XXIX-XXXVI. Contiene fra l'altro la lirica "Venezia" di Enrico Panzacchi e uno studio di Adolfo Venturi "Al regno dei cieli. Studio iconografico sull'Assunzione della Vergine". VI) Libro VI. Giugno 1895, pp. (2), 347-415, XXXVII-LVI. Contiene fra l'altro la traduzione di De Bosis dell'"Ode al vento d'Occidente" di Shelley e la prima puntata del saggio dantesco di Pascoli "Minerva oscura" (prosegue nei fascicoli seguenti), oltre alle "Note su Omar Khayyam e su Elihu Vedder" dello stesso De Bosis (prosegue anch'esso nel fascicolo seguente). VII) Libro VII. Luglio 1895-Marzo 1896, pp. (2), 419-495-LVII-LXVIII. Contiene fra l'altro l'"Ode per colui che deve venire" di D'Annunzio e "La Morte" di Giovanni Pascoli. VIII) Numero speciale per i feriti d'Africa privo di titolazione e di numerazione di fascicolo, impresso nel febbraio 1896, di pp. 44 nn. La brossura, oltre alle consuete illustrazioni, reca il simbolo della Croce Rossa. Contiene fra l'altro il seguito dell''"Ode a colui che deve venire" e "Crisantemi" di Pascoli. VIII bis) Libro VIII. Aprile-Giugno 1896, pp. (2), 499-579, LXIX-LXXXII, (2). Contiene fra l'altro la "Canzone di Legnano" del Carducci, la "Rapsodia lirica" di Enrico Nencioni, "Il tipo della Vergine" di Adolfo Venturi e una traduzione in prosa di De Bosis dei poemi di Robert Browning su Andrea Del Sarto. IX) Libro VIIII. Luglio-Dicembre 1896, pp. (2), 583-658, (2), LXXXVII-CX, (2). Contiene fra l'altro un saggio di D'Annunzio su Francesco Paolo Michetti, il carme latino di Pascoli "Castanea", "Nella Grecia di Omero" di Vittorio Spinazzola, "Per la morte di un poeta" di D'Annunzio (in morte del Nencioni), 2 traduzioni di De Bosis. N° de réf. du libraire 35866

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Description du livre: Émile Testard (Charles Herissey),, Paris (Évreux), 1893. In-8° (255x170mm), pp. 197, (7), bella legatura in p. marocchino marrone firmata dai celebri legatori belgi Charles De Samblanx e Jacques Weckesser risalente ai primi decenni del XX secolo; titolo in oro e fregi floreali policromi su dorso a 4 nervi. Unghie decorate, dentelle interne dorate, risguardi marmorizzati. Taglio di testa dorato. 17 acqueforti e culs-de-lampe incisi all'acquaforte da Louis Müller da invenzione di Charles Léandre e 29 incisioni xilografiche intercalate n.t. di Léveillé e Ruffe, egualmente da disegni di Léandre. Ottimo esemplare con conservata la brossura originale con vignetta incisa all'acquaforte. Raffinata edizione elegantemente illustrata dal Léandre di questo romanzo di Halévy (Parigi, 1834-ivi, 1908), scrittore e Accademico di Francia. Charles Lucien Léandre (Orne, 1862-Parigi, 1930), pittore, disegnatore e caricaturista, famoso per le sue rappresentazioni umoristiche pubblicate su importanti giornali quali Le Rire e Le Figaro. Carteret, Trésor du Bibliophile, IV, p. 197: "Édition recherchée". Talvart & Place, IV, p. 9. Deman, p. 299. Sul Léandre, Bénézit, VI, p. 500. Delteil, 357. In-8° (255x170mm), pp. 197, (7), belle reliure en plein maroquin marron du début de XX siècle signé par les célèbres relieurs belges Charles De Samblanx et Jacques Weckesser. Titre doré et frises en polychromie sur dos à 4 nerfs. 17 eaux-fortes et culs-de-lampe également gravés a l'eau-forte par Louis Müller d'après Charles Léandre et 29 gravures sur bois dans le texte par Léveillé e Ruffe d'après Léandre. Très bel exemplaire avec brochure originale conservé. N° de réf. du libraire 19659

6.

Oboe sommerso.

Quasimodo Salvatore
(Torino, TO, Italy)
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Prix: EUR 1 400
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Description du livre: Edizioni di "Circoli" (Giuseppe Cresta),, Genova, 1932. In-8° (202x140mm), pp. 121, (6), brossura editoriale a risvolti. Ottimo esemplare. Dedica autografa di Quasimodo all'occhietto datata Imperia, maggio 1932 (nel 1931 il poeta aveva lasciato Firenze per trasferirsi a Imperia, dove lavorò presso il locale Genio Civile). Edizione originale, impressa in sole 500 copie numerate (n° 244), della seconda raccolta lirica di Quasimodo, fra le opere capitali dell'Ermetismo; ne fu fatta anche una tiratura speciale di sole 15 copie rilegate in pelle e contrassegnate con le lettere dell'alfabeto. A cura di Adriano Grande. Volume 1 delle Edizioni di "Circoli". Spaducci, p. 241. Gambetti / Vezzosi, p. 738. N° de réf. du libraire 25817

7.
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Prix: EUR 1 350
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Description du livre: Emilio Bestetti,, Milano, 1937. 2 voll. in-folio (420x308mm), pp. 68; 311; 292; legatura editoriale p. pelle rossa con medaglione metallico a sbalzo ai piatti riproducenti un'ornamentazione della Bibbia di Borso d'Este. Dorsi a nervi con decori in oro. Tagli superiori dorati, sguardie in seta rossa decorate con stemmi in oro. Una tavola applicata a colori con ritratto di Borso D'Este. La riproduzione facsimilare è eseguita prevalentemente in b.n., ma alcune delle pp. miniate sono sontuosamente riprodotte a colori. Ottimo esemplare entro custodia (restauri a una delle due custodie). Etichetta di libreria antiquaria. Riproduzione limitata a 500 esemplari numerati; il nostro esemplare, senza numerazione, reca, alla giustificazione di tiraggio, una dedica autografa di Ernesto Treccani "all'amico on. Alfredo Bruchi". La riproduzione in facsmile è preceduta da un importante studio di Adolfo Venturi. "Spesso mi si chiede come sia nata l’idea dell’acquisto e della donazione allo Stato della Bibbia di Borso d’Este. Più volte ho avuto occasione di esporre in pubblico la vicenda, avvenuta nel primo anno del Regime Fascista. Ora aderisco alla richiesta di molti di pubblicare riuniti alcuni documenti che spiegano come il prezioso Codice, compiuto a Ferrara negli anni dal 1455 al 1461 ed emigrato all’estero nel 1859, sia stato ricuperato all’Italia nel 1923 e riprodotto in fac-simile nel 1937. Ho aggiunto sei tavole a colori: due del maggior miniatore della Bibbia, Taddeo Crivelli, e una per ciascuno degli altri maestri, Franco de’ Rossi (o de’ Russi), Giorgio d’Alemagna, Marco dell’Avogaro, Guglielmo Giraldi" (Ernesto Treccani). Allegato il fascicolo di presentazione dell'opera impresso a Bergamo nel 1961 dalla Banca Popolare di Bergamo e dalle Poligrafiche Bolis, in-folio, pp. 20, brossura editoriale con stemma a sbalzo in argento al piatto. Il fascicolo reca 4 tavv. in b.n. f.t. e una tav. a colori f.t. N° de réf. du libraire 26861

8.
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Prix: EUR 1 300
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Description du livre: presso Onorato Derossi,, Torino, 1781. In-16° (190x110mm), pp. 202,Brossura coeva blu. In barbe. Stemma sabaudo inciso su rame al titolo entro doppio filetto. Stemma in rame di Torino in testa alla p. 3. Ripiegata dopo la p. 166, pianta topografica estremamente precisa della città di Torino, disegnata ed incisa da Antonio Oliani. Prima edizione di ricercata guida di Torino redatta con estremo scrupolo informativo. In principio bibliografia dei volumi editi sino al 1781 "spettanti alla Storia della Città di Torino, e de' suoi contorni". Alla tavola incisa fa seguito, con autonomo frontespizio con stemma della città, la parte intitolata "Carta topografica della città di Torino", costituita dagli indici ricapitolativi. L'opera contiene, oltre alle indicazioni relative a chiese e palazzi, l'elenco degli "Architetti, Civili e Militari, Misuratori ed Agrimensori torinesi, ed abitanti nella medesima Città, approvati dalla Regia Università". Peyrot, Torino nei secoli, I, n. 216. Bovolato, Archivio Storico, pp. 309-310. Brayda-Coli-Sesia, "Ingegneri e architetti del Sei e Settecento in Piemonte", p. 72. Lozzi, 5406, note: "Raro". Manca al Manno. N° de réf. du libraire 8538

9.

Milano e il suo territorio.

Litta Modignani Lorenzo - Bassi Carlo - Re Antonio
(Torino, TO, Italy)
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Description du livre: Pirola,, Milano, 1844. 2 voll. in-4° (275x180mm), pp. (16), 391, (5) di supplemento ed errata; (4), 506, (1) di errata; cartonatura originale con titolo a stampa e stemma di Milano entro bordura elegantemente ornata. Titolo e fregi incisi al dorso. Due frontespizi con titolo entro bordura figurata con stemmi ed immagini e riferentisi a Milano, 14 tavole f.t. all'acquatinta tratte da dagherrotipi incise dal Cherubini, nonché 48 testatine, finalini ed iniziali xilografiche raffiguranti vedute locali. Inoltre, una grande pianta di Milano disegnata da D. Manzoni ed incisa all'acquatinta da Giuseppe Cattaneo ripiegata f.t. in fine del primo vol. ed una grande carta geografica dei dintorni della città incisa dall'Allodi ed impressa da Artaria ripiegata più volte in fine del secondo vol. Piccoli restauri ai dorsi e qualche alone e traccia d'uso alla cartonatura; restauri al verso delle due carte ripiegate. Fioriture consuete quanto lievi. Buon esemplare. Prima ed unica edizione, rara, di una delle più importanti opere ottocentesche sulla storia civile e politica di Milano. L'opera fu stampata in soli 1500 esemplari; il presente esemplare è della tiratura su carta distinta recante la dedica autografa del Podestà di Milano, Casati: "Esemplare n°. [il numero è stato cancellato] offerto al Signor Marchese Francesco nella Sesta Riunione degli Scienziati Italiani. Milano 11 Settembre 1844 Il Podestà Casati". Solo poche copie su carta comune furono poste in vendita, ma con le 14 tavole differenti e senza le due grandi carte ripiegate. Cat. Hoepli, 787. Predari, 164. Arrigoni, 207. Lozzi, I, 2650. N° de réf. du libraire 21110

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Description du livre: J. Engelhorn, 1885 - 1901, Stuttgart, 1885. Le prime 15 annate di questo magnifico periodico architettonico tedesco di fine Ottocento. 15 voll. in folio (400x300mm), ognuno dei quali contenente 12 fascicoli con 2 - 4 pp. di testo esplicativo preliminari e un centinaio di tavv. sciolte, sia in b.n. che a colori. I fascicoli, in brossura originale, con titolo in rosso e nero e vignette xilografiche ai piatti, sono contenuti entro cartelle cartonate con dorsi in tela rossa, legacci e riporto ai piatti di brossure originali di altre annate mancanti alla nostra raccolta. Le tavole sono così suddivise: 98 tavv. per la prima annata 96 tavv. per la seconda annata 74 tavv. per la terza annata (su 96 tavv. di cui si componeva l'annata all'origine). 96 tavv. per la quarta annata 96 tavv. per la quinta annata 91 tavv. (su 96) per la sesta annata 92 tavv. (su 96) per la settima annata 96 tavv. per l'ottava annata 96 tavv. per la nona annata 99 tavv. (su 100) per la decima annata 102 tavv. per l'undicesima annata 96 tavv. per la dodicesima annata 96 tavv. per la tredicesima annata 96 tavv. per la quattordicesima annata 96 tavv. per la quindicesima annata. Eccellente stato conservativo, salvo le suddette lacune iconografiche, pressoché inevitabili in una raccolta di simile mole. Pubblicità in seconda, terza e quarta di copertina delle brossure. Raccolta estremamente rara di questa rivista di architettura civile interamente curata da Eisenlohr (Nürtingen, 1851-Stoccarda, 1931) e dal suo associato Weigle, architetti in Stoccarda, autentica miniera per la conoscenza dell'evoluzione delle forme e degli stili dell'architettura tedesca. Cfr. Annette Schmidt, Ludwig Eisenlohr. Ein architektonischer Weg vom Historismus zur Moderne, Stuttgart, 2006. N° de réf. du libraire 19480

11.
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Description du livre: S.n.t., 1910 - 1930, Paris, 1910. Raccolta delle annate dal 1910 al 1930 di questo celebre periodico economico francese diretto dal Leroy-Beaulieu. Rilegate in 33 tomi in-4° grande (350x243mm), pp. 1000 ca. per ogni annata, in solida m. pergamena e angoli con titolo in oro su doppio tassello in tela blu ai dorsi. Piatti marmorizzati. Testo bicolonne. Eccellenti esemplari in barbe. Il Leroy-Beaulieu (Saumur, 1843-Parigi, 1916) fu economista liberale profondamente influenzato dal pensiero di Tocqueville. Professore al Collège de France e e all'École Libre des Sciences Politiques di Parigi, fu anche membro dell'Institut de France. Egli fondò nel 1873 la presente rivista, assorbita, nel 1938, dalla "Revue Economique et Financière". Il titolo venne preso da un precedente periodico economico di Jules Duval. N° de réf. du libraire 25461

Description du livre: appresso gli Heredi di Marchiò Sessa,, In Venetia, 1572. In-4° antico (208x153mm), cc. (4), 59, brossura antica alla rustica. Al frontespizio, impresa tipografica in xilografia. Numerose illustrazioni xilografiche, sia a piena pagina che intercalate n.t., raffiguranti per lo più pezzi d'artiglieria. Registro al colophon. Ex-libris con stemma di Paul Scherrer-Bylund (studioso svizzero vissuto tra 1902 e il 1992). Antica nota di possesso al recto della c. bianca finale. Bruniture e fioriture diffuse, minimali mancanze all'angolo inferiore destro delle prime cc. Restauri alla brossura. Astuccio in cartone. Seconda edizione, dopo l'originale del 1568 (al dire del D'Ayala esisterebbe un'antecedente impressione del 1541, apparsa col titolo "Arte e precetti del guerreggiare .", ma si tratta in realtà della ristampa del 1641, edita, appunto, con tale mutato titolo), di uno dei maggiori trattati militari del Rinascimento italiano, dedicato principalmente all'artiglieria. Non mancano cenni sulle mine, sulle munizioni, sui razzi, sulla medicina militare (come quelli relativi ai medicamente adottati dal medico bolognese Leonardo Fioravanti in Africa per guarire soldati che vi erano di stanza) o sulle fortificazioni. Il Ruscelli (Viterbo, 1504 ca.-Venezia, 1566), tra i più eclettici poligrafi del nostro Rinascimento, fu il fondatore dell'Accademia dello Sdegno di Roma. Cockle, 663. Marini, p. 25. Spaulding & Karpinski, 30. Riccardi, II, 403. Breman, 245. Hodgkin, III, 2, 9. Jähns, 656. Jordan, 3245. Mortimer, 450. Riling, 25. Libri, 1861, n. 6384. D'Ayala, p. 56. Sotheran, 2nd Supplem., n 21333. Adams, R-956. S.T.C. Italian Books, p. 593. Cfr. Olschki, Choix, 5211, 7704. N° de réf. du libraire 15491

13.
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Description du livre: Ex Officina Plantiniana Balthasaris Moreti, 1630 - 1605, Antverpiae, 1630. 2 opere in un vol. in-4° (271x187mm), pp. 397, (6); 221, (5); solida legatura coeva in p. pergamena rigida con unghie, fleurons impressi a freddo al centro dei piatti entro intersezioni egualmente a freddo di filetti orizzontali e verticali con filetti longitudinali agli angoli. Titolo calligrafato su dorso a nervi. Una firma antica cassata al risguardo anteriore. Sparse bruniture; una mancanza al margine superiore delle pp. 5-6 del secondo vol., senza lacuna testuale. Comprende: 1) De Militia Romana, cit. Numerose e magnifiche incisioni, di cui 5 su rame a piena pagine (una ripiegata) e le restanti intercalate a mezza pagina n.t., realizzate sia in calcografia che in xilografia da Peeter van der Borcht e Theodore Galle. Edizione definitiva di questa rilevante opera lipsiana sulle milizie di Roma antica, concepita come commento alle "Storie" di Polibio, di cui sono riportati numerosissimi brani nell'originale greco. L'edizione originale, sempre con tipi plantiniani, è del 1595. Cfr. Biblioteca Belgica, III, L-369. Adams, L781 (edizione originale). Cockle, 620 (ediz. 1614). Nicèron, XXIV, p. 128, n. 22. 2) Poliorceticon, cit. 25 bellissime incisioni f.t. e numerose altre n.t. attribuite di volta in volta a Pieter Van Der Borcht o al grande maestro di Rubens, Otto Van Veen (Otto Venius), raffiguranti singolari macchine belliche, scene di battaglie e di assedi. I passi citati dagli storici greci sono riportati nei caratteri alfabetici originali. Terza edizione, ampliata e riveduta rispetto alle prime due, di importante e bellissimo trattato sulle tecniche e gli strumenti bellici, soprattutto dell'antica Roma, una delle poche scritture lipsiane di militaria, insigne soprattutto per splendore iconografico. Vengono esaustivamente descritte catapulte, cannoni, fortificazioni, armi pirotecniche, etc., con notizie attinte prevalantemente alle antiche narrazioni di battaglie di uno dei massimi storici dell'antichità, Polibio. Bibliotheca Belgica, XVII, L-424. Cockle, 672. Bibliographic Lipsienne (Ghent, 1886-1888), II, 319 ff. Belg. Typogr., n. 1952. Funck, 354. Olschki, Choix, 3964 e passim: "Ouvrage savant sur l'art militaire des Romains, estimé à cause de ses belles gravures". Jähns, 561. Manca a Brunet e a Graesse. Giusto Lipsio, forma latinizzata di Joost Lips, nacque a Overyssche, presso Bruxelles, nel 1547. Grandissima figura di umanista e filologo, lasciò fondamentali edizioni di testi e una assai notevole produzione filosofica e politica, attestante il largo influsso tacitiano e del moralismo stoico nel pensiero politico del Rinascimento. N° de réf. du libraire 31045

14.

Artemisia. Romanzo. Con incisioni originali di Mino Maccari.

Banti Anna (Lucia Lopresti Longhi)
(Torino, TO, Italy)
Quantité : 1
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Description du livre: Sansoni (L'Impronta),, Firenze, 1947. In-8° (222x177mm), pp. VIII, 212, brossura editoriale a risvolti con velina protettiva con pecetta applicata, camicia cartonata e custodia, egualmente, in cartonato, con pecetta applicata. 12 tavv. f.t. su carta diversa con linoleografie a tre colori di Mino Maccari. Smagliante esemplare, editorialmente a fogli sciolti, impresso su carta forte, in condizioni perfette. Prima edizione, nella rara tiratura di lusso di sole 100 copie (esemplare n° 34) su carta Nettunia di Fabriano, del libro più famoso della Banti, romanzo ispirato alla grande pittrice caravaggesca Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio. Gambetti / Vezzosi, p. 54: "Scritta nel 1944 e riscritta dopo lo smarrimento del manoscritto durante un bombardamento che distrusse la sua casa fiorentina. Le grafiche originali di Maccari rendono questo libro il più ricercato dell'A., soprattutto nella tiratura di lusso". Spaducci, p. 29. N° de réf. du libraire 29272

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Description du livre: De L'Imprimerie Royale,, a Paris, 1781. 7 opere in un vol. in-4° antico (264x198mm), legatura coeva p. pelle marrone con dorso a 5 nervetti recante un titolo in oro su tassello rosso e, entro scomparti, filettature e fregi vegetali e floreali impressi in oro. Tagli in marmorizzatura verde, sguardie in marmorizzatura policroma. Eccezionale miscellanea di opere economiche di e su Necker, di primaria importanza per la storia delle finanze francesi, del colbertismo, ecc., quasi a ridosso della Rivoluzione; eccezion fatta per il "Compte rendu", che è nella seconda tiratura dell'edizione originale, per la quarta opera, "Observations modestes d'un citoyen", che è in seconda edizione, e per l'ultima, anch'essa in una reimpressione, tutte le restanti scritture figurano in edizione originale. Esemplare assai bello, presentante solo qualche lieve quanto usuale brunitura e fioritura. Comprende: 1) Jacques Necker, "Compte rendu au Roi, au Mois de Janvier 1791", a Paris, de l'Imprimerie Royale, 1781, pp. (4), 116. In principio, una tavola allegorica ripiegata incisa su rame con scene di ispirazione biblica attinte alla vicenda di Giuseppe (Giuseppe adombra l'identità di Necker stesso) entro padiglione sormontato da putti e recante al proprio interno altre raffigurazioni allegoriche. Una sestina in lingua francese è apposta in calce alla calcografia. Seguono una tavola ripiegata incisa su rame di "Allégorie pour le frontispice du Compte rendu au Roi par M. Necker" (il Tempio della Memoria con le Virtù che innalzano un obelisco piramidale in gloria di Necker; la dettagliata spiegazione dell'allegoria medesima è nel testo in calce alla tavola), un'altra calcografia ripiegata allegorica della fama immortale cui era destinato il nome di Necker presso il Tempio della Memoria, con raffigurazioni dell'Invidia delusa, della Gloria, ecc., e, infine, all'antiporta, una quarta e ultima calcografia con il busto di Necker che schiaccia un'allegoria dell'Invidia in forma di donna anguicrinita e reggente altri serpenti nella mano destra, chiaramente allusiva al trionfo della fama di Necker contro le malevolenze e le ostilità che gli erano state scagliate addosso. Tra le pp. 114-115, una tabella ripiegata delle entrate e delle spese del patrimonio regio, e, infine, una bella carta geografica della Francia incisa su rame e in bella acquerellatura coeva relativa alle gabelle delle singole regioni francesi, con chiarimenti testuali in calce, e, ancora, una "Carte des Traites" incisa su rame e colorata all'epoca all'acquerello. Ex-libris manoscritto settecentesco alla prima carta bianca. Stemma del Re di Francia coronato inciso su rame al frontespizio (l'opera è "imprimé par ordre de Sa Majesté"). Seconda tiratura dell'edizione originale del "Compte rendu" di Necker, il celebre banchiere ginevrino allora Ministro delle Finanze di Luigi XVI (in seguito alle dimissioni di Taboureau des Reaux) e padre di Madame de Staël. Nel 1781 apparvero due edizioni del "Compte rendu", una, la presente, con la dicitura tipografica "Imprimerie Royale" e l'altra con la dicitura "Imprimerie du Cabinet du Roi", ritenuta la prima tiratura delle prima edizione, impressa in limitato numero di copie per uso reale e non destinata al commercio. Necker rendeva per la prima volta pubblici alla popolazione francese i ragguardevoli risultati ottenuti nei cinque anni del suo ministero (diminuzione delle spese, semplificazione dell'apparato amministrativo, etc.), le modalità dell'amministrazione delle finanze statali e l'ammontare delle pensioni ed emolumenti di corte, suscitando così scontento e critiche all'interno della corte medesima, ostilità che comportarono, quattro mesi dopo, le sue dimissioni, malgrado l'enorme popolarità da lui incontrata presso il popolo. Rapidamente ristampato, il resoconto di Necker fu tradotto nelle principali lingue europee per la sua capitale importanza nella ricostruzione delle finanze francesi del tempo. "This must be the bestselling financial statement ever issued. Ironically, its very success cau. N° de réf. du libraire 13456

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Description du livre: Chez Delalain - De l'Imprimerie de Marchant, An IX - 1801, A Paris, 1801. 2 voll. in-8° (215x140mm), pp. XVI, 408; X, (2), 584; brossura coeva di colore azzurro con dorsi rivestititi in carta marmorizzata. 12 tavv. incise su rame f.t. al primo vol. e 9 al secondo (VIII + una tav. con numerazione V bis) raffiguranti la pianta della vite, pampini d'uva, procedure e strumenti tecnici della vinificazione, etc; una tabella ripiegata al secondo vol. "Tarif a l'usage du commerce de l'eau-de-vie, preuve de Hollande". Il primo vol. è in barbe. Bell'esemplare. Prima edizione di questo importante trattato di enologia e vinificazione, concernente anche le acqueviti e gli aceti. Jean Baptiste François Rozier e Louis d'Ussieux sono autori della parte rigurdante la viticoltura, mentre Jean Antoine Claude Chaptal contribuisce al trattato con il primo dei suoi trattati sul vino; la parte sulla distillazione è opera ancora di Rozier, mentre Antoine Augustin Parmentier discorre degli aceti. Lo Chaptal (Saint-Pierre-de-Nogaret-en-Lozère, 1756-Parigi, 1832), figlio di un farmacista, fu professore di chimica applicata alle arti, all'industria e all'agricoltura a Montpellier, Ministro dell'Interno sotto Bonaparte tra il 1800 e il 1804 e Direttore generale del Commercio e dell'Industria di Francia, promotore della costruzione delle grandi strade alpine del Sempione, del Moncenisio e del Monginevro. Fondatore di una ditta di prodotti chimici assai rinomata e che concorse allo sviluppo industriale della Francia del tempo, nel 1814 organizzò la difesa di Lione contro le truppe austriache del Bubna, tenendo la direzione del Commercio e delle Manifatture. Nel 1811 ricevette il blasone nobiliare di Conte di Chanteloup e fu in seguito nomnato Pari, carica che mantenne anche sotto la Restaurazione. Oltre a volumi di chimica applicata, lasciò delle memorie e dei ricordi su Napoleone, suo grande protettore, che furono editi postumi dal pronipote solo nel 1893. Oberlé, Bibl. Bachique, 118, Oberlé, Fastes, 949. Simon, Bibl. Vinaria, 18. Cagle, 132. Quérard, II,130. Hoefer, NBG, IX, 706-709. DSB, III, 198-203. Manca al Bitting, al Vicaire. N° de réf. du libraire 26565

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Description du livre: Aperesso Gabriel Giolito di Ferrari, 1570 (colophon 1569)., in Vinetia, 1570. In-4° antico (200x139mm), pp. (16), 254, (2), legatura settecentesca p. pergamena rigida con titolo in oro su doppio tassello in pelle rossa al dorso. Sguardie marmorizzate policrome. Al frontespizio, una testatine istoriata e un'impresa editoriale giolitina incise in xilografia. Dediche a stampa (la prima del Mora, la seconda del Porcacchi) a Ottavio Farnese e a Lodovico Malaspina. Testatine, iniziali e finaletti istoriati xilograficamente. Indice bicolonne ed errata preliminari. Una xilografia a p. pag. raffigurante un cavaliere e il suo cavallo armati di tutto punto. Inoltre, 13 tavv. xilografiche n.t. Una piccola macchia al frontespizio. Antica annotazione con citazione dell'Haym in fine. Minime bruniture. Esemplare leggermente corto di margini, in bello stato conservativo. Seconda tiratura della prima edizione, quarta "Gioja" della Collana istorica del Giolito. Il quarto libro discorre di fortificazioni, compendiando le teorie in merito del Castriotto e del Maggi. Annota il Bongi: "Per accordi passati fra' librai o coll'autore, o per qualche altra ragione di commercio che non è saputa, della edizione di questo libro eseguita da Giovanni Grifio si fecero tre parti. Poche copie ne metteva in commercio sso Grifio col proprio nome e coll'anno 1569 sul fronrespizio; altre, e queste sono le più, passavano nelle mani del Giolito, che vi ristampava i fogli preliminari, aggiungendovi una dedica del Porcacchi, la soscrizione e l'insegna giolitina sul frontespizio, coll'anno 1570.". Il Mora, nato a Bologna nel 1539, fu architetto e ingegnere militare . Capitano a Zante nel 1569, combattè contro ugonotti, turchi e moscoviti e fu colonello e governatore in Polonia dal 1579. Fece parte dell'Accademia degli Storditi di Bologna. "Domenico Mora, insigne duce bolognese, cimentatosi sotto il Batóry in Transilvania e conro gli Ugonotti in Francia, mostrasi fautore della "battaglia a forbice" nel buon libro Il soldato, e sostiene la precedenza delle armi su le lettere." (Sticca, p. 102). Bongi, Giolito, II, pp. 300-304. Garcia Donnell, 609. Promis, Gl'ingegneri e gli scrittori militari bolognesi del XV e XVI secolo in Miscellanea di storia italiana, IV, (1863), pp. 685-686. Adams M-1738. STC Italian, p. 448. Bongi, II, pp. 300-304. Breman, 218. Cockle, 539. Jähns, 726 e 820. Jordan, 2598. Mortimer, 314. Riccardi, II,182. Spaulding & Karpinski, 29. Olschki, Choix, I, 118: "Des figures, la plus grande représente un chevalier en pleine armure, les autres donnent des détails de fortification". Sticca, cit. Marini, pp. 23-24. EDIT16 CNCE 47024. N° de réf. du libraire 35445

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Description du livre: Per G. Vincenzi e comp., 1816 - 1817, Modena, 1816. 2 voll. in-8° (217x131mm), pp. XVI, 455, (4) di note ed errata; 505, (2) di errata; brossura editoriale a stampa. Ex-libris. Freschissimo esemplare a fogli chiusi e in barbe. Prima edizione, estremamente rara, della maggiore opera dell'economista modenese. "Carlo Bosellini ha avuto nella vita il momento felice il quale basta a dare allo scrittore un posto segnalato nella storia della dottrina. Partito dalla contemplazione del contrasto fra l'umanità faticante e dolorante e quella che in riposo gode i frutti della fatica prima durata. dal contrasto ha logicamente concluso all'assurdo di tassare l'uomo nel primo momento, crescendone la fatica e il dolore, ed alla necessità di far lo stato partecipe dei frutti della fatica nella fase del godimento. Egli ha la consapevolezza della sua posizione singolare, la quale lo avvicina agli Hobbes ed ai Petty; e respinge la identificazione della sua teoria con quella delle imposte sui consumi" (Luigi Einaudi, La teoria dell'imposta in Tommaso Hobbes, sir W. Petty e Carlo Bosellini, Torino, 1933). "L'opera più importante di questo periodo e di tutta la produzione del Bosellini è il Nuovo esame delle sorgenti della privata e pubblica ricchezza, scritta intorno al 1810, ma pubblicata, in due volumi, soltanto nel 1816-17 a Modena, dopo la caduta del regime napoleonico che ne aveva vietato la stampa. Nell'opera, scritta sotto l'influsso delle dottrine economiche inglesi e francesi, soprattutto dello Smith e del Say, il B. sostiene che la monarchia costituzionale è la sola possibile garante dei due capisaldi politici sui quali poggiano i progressi dell'economia: libertà (di stampa, commercio, religione, ecc.) e proprietà privata. Queste sono, a loro volta, le due condizioni che assicurano la libera concorrenza e stimolano l'attività economica dei più industriosi; l'accumulazione del capitale è frutto di "previdenza", ottenuta con sacrificio e l'interesse sul capitale è remunerazione di questo sacrificio. Al problema dei tributi è dedicato l'intero secondo volume, in cui l'Einaudi (pp. 346-406) ha visto una notevole originalità di impostazione. Contro i fisiocratici, il B. sostiene l'ingiustizia dell'imposta diretta sulla proprietà fondiaria, sul capitale e sui salari: l'una viola la proprietà privata, l'altra colpisce l'industriosità e il lavoro. L'imposta indiretta è la sola che il B. ritiene utile e giusta, perché, secondo lui, l'imposta indiretta è un tributo volontario in quanto pesa su beni non di prima necessità; non viola la proprietà privata in quanto grava, non sul capitale, ma sull'uso di esso; è giusta in quanto si paga su un godimento, reale, come contropartita che il cittadino deve alla società in cambio dei beni che questa gli offre; è meno gravosa per i singoli e più redditizia per lo Stato; colpisce, non l'uomo che lavora e produce, ma l'uomo "in riposo" che consuma. Sul Messaggiere modenese del 19 luglio 1817 Melchiorre Gioia accusò il B. di plagio delle sue teorie esposte nel Nuovo prospetto delle scienze economiche, uscito nel 1815. Con una Lettera a Giuseppe Acerbi, in Biblioteca italiana, X (1818), pp. 141-144, il B. si disse disposto a provare, con atti rilasciati dalla magistratura sulla stampa, che il Nuovo esame era già stato scritto nel 1810. La polemica si protrasse fino al 1825 con particolare violenza: lo scritto più notevole con cui il B. intese confutare il Gioia fu pubblicato nel Giornale arcadico di scienze,lettere ed arti, XV (1822-23), 3, pp. 285-303" (Antonio Rotondò in Diz. Biografico degli Italiani, XIII, p. 252). L'opera è stata ristampata solo nel 1976 dalla Fondazione Einaudi a motivo della sua grande rarità. Einaudi, n. 634. DBI, cit. Palgrave, I, p. 169. Cossa, Introduzione, p. 505. N° de réf. du libraire 31321

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Description du livre: Emidio dall'Olmo,, Bologna, 1841. In-4º grande (315x235mm), pp. (4), 120; 505, (3), con ritratto del Galvani inciso in rame da Marchi su disegno di Spagnoli, facsimile di una lettera dell'autore, 9 tavvole f.t. di cui 4 ripiegate. Bella legatura novecentesca in m. marocchino e angoli con dorso a nervi adorno di titolo in oro; conservata la brossura editoriale. Fresco esemplare in barbe e a pieni margini. Prima edizione collettiva, curata da Silvestro Gherardi, delle opere di Galvani (1737-1798), con una biografia dell’Autore. L'edizione raccoglie le classiche opere galvaniane sull’elettricità animale (tra cui la prima edizione critica del De viribus electricitatis) ed alcune memorie anatomiche mai pubblicate in precedenza, oppure apparse nei volumi dei Commentari dell’Istituto delle Scienze. Il Gherardi, che insegnò fisica a Bologna tra il 1827 e il 1848, ebbe accesso ai manoscritti originali del Galvani conservati presso la biblioteca dell’Accademia delle Scienze. Tra gli scritti inediti, che testimoniano quanto il Galvani fu attivo anche nel campo dell’anatomia e della fisiologia, ricordiamo: De ossibus; De renibus et ureteribus volatilium; De volatilium aure; De Manzoliniana suppelectili; Disquisitiones anatomicae circa membranam pituitariam. F. Ronalds, Catalogue of books and papers relating to electricity, magnetism, etc. including the Ronalds Library, London, 1880, p. 191. Wheeler Gift, 999. F. Rossetti-G. Cantoni, Bibliografia italiana di elettricità e magnetismo, Padova, 1881, p. 45. N° de réf. du libraire 14162

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Description du livre: Chez J. P. Aillaud,, A Paris, 1819. 2 voll. in-8° (205x129mm), pp. X, (2), 431; VI, 375; legatura coeva m. pelle con titolo, fregi, filetti e tomaisons in oro ai dorsi. Piatti marmorizzati, tagli a spruzzo. Ottimo esemplare. Prima edizione francese, annotata dal Say, di uno dei grandi classici del pensiero economico. "Ricardo was, in a sense, the first "scientific" economist. [He] saw the study of economics as a pure science whose abstractions were capable of quasi-mathematical proof.The fundamental ground-work of the Principles is based on the theory that, given free competition in trade, the exchange value of commodities will be determined by the amount of labour expended in production: not a wholly original thesis, nor one capable of absolute expression, but one which was given new force by the theory of distribution with which Ricardo reinforced it' (PMM, p. 168, n. 277). Carpenter, XXXVII (4). Goldsmith's, 22324. Kress, C400. Manca all'Einaudi. N° de réf. du libraire 36098

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Description du livre: Chez Cuchet - Chez Gattey,, a Lausanne, et se trouve a Paris, 1788. 2 voll. in un tomo in-4° (265x200mm), pp. XII, 231, (1). Segue: [Étienne Charles Lomenie de Brienne]-[Soufflot de Merey], "Compte rendu au Roi, au mois de Mars 1788, et publié par ses ordres, a Paris, de l'Imprimerie Royale, 1788, pp. (2), XIV, (2), 183. Legatura coeva m. pelle con titolo in oro su tassello granata su dorso a cinque nervi. Piatti in pergamena. Tagli rossi. Numerose tabelle n.t. Bell'esemplare, leggermente brunito e fiorito. Edizione originale di entrambe le opere. La prima, anonima, ma dovuta al Mathon De La Cour, è una raccolta delle relazioni finanziarie sui conti pubblici di Francia presentate al Re dei vari Ministri delle Finanze, Boullogne (1758), De Silhoutte (1759), Terray (1770-1774), Turgot (1775), Cluny (1776), Necker (1781), Fleury (1783), etc. Mathon De La Cour (Lione, 1738-sulla ghigliottina, 1793), figlio di Jacques, noto scienziato, fu dedito a intense attività filantropiche e di promozione culturale e fu fertile poligrafo, membro dell'Accademia della propria città e tra gli editori del "Journal de Lyon". Sollecito della situazione dei conti di Francia, si sforzò di indicare i rimedi più idonei a sanarli in questa ed in altre opere economiche; rimasto a Lione durante l'assedio di cui la città fu fatta oggetto, alla sua presa finì sulla ghigliottina in quanto appartenente ad una delle principali famiglie nobili lionesi. Kress, B 1446. Goldsmiths, 13646. Einaudi, 1179. Stourm, 27: "Ouvrage indispensable à posseder". Barbier, I, 2450. L'opera del Loménie de Brienne (ma il Barbier la ritiene invece per intero opera del Souffloy de Merey), è un rendiconto sullo stato delle finanze francesi nel 1788 complementare a quelli raccolti dal Mathon De La Cour nel precedente volume. Il Loménie de Brienne (Parigi, 1727-Sens, Yonne, in carcere, 1794), Arcivescovo di Toulouse dal 1763, membro dell'Académie dal 1770, assurse nel 1787 alla carica di Ministro delle Finanze e, l'anno successivo, a quella di Primo Ministro. Cardinale dal 1788, fu figura atipica (e, per certi versi, assai equivoca) di religioso illuminato, legato com'era agli enciclopedisti e allo stesso Voltaire. Nel 1790 giurò come prete costituzionale, venendo perciò dal papa privato della porpora cardinalizia. Arrestato per sospetta attività antirivoluzionaria, chiuse i propri giorni in carcere a Sens. L'opera è una testimonianza di primo ordine delle riforme economiche assai osteggiate dal Parlamento che il Loménie de Brienne intese condurre in porto; in esse egli cercò di sanare il pesante deficit francese, istitutì le assemblee provinciali già ideate da Necker, soppresse le corvée, promosse la libertà del commercio granario, e, scontratosi con la rappresentanza parlamentare, ricorse al sotterfugio di far esiliare temporaneamente il Parlamento medesimo a Troyes, facendosi nominare premier ministre. Kress, S 5185. Golsmiths, 13636. Einaudi, 2245. Stourm, 143. Barbier, 2570. Non in INED, Sabin, Echeverria-Wilkie, JFBL. N° de réf. du libraire 10299

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Description du livre: dalla Stamperia Reale,, Torino, 1823. In-8° (220x135mm), pp.278, (2), brossura marmorizzata originale con titolo a stampa su tassello al dorso. Una tav. incisa all'acquaforte da Chianale a tinta seppia di fronte alla p. 7; un'altra tav. all'acquaforte incisa in nero dinanzi alla p. 149, sempre da invenzione di Chianale. Perfetto esemplare in barbe e a fogli chiusi. Prima rara edizione di questo trattato di equitazione torinese, opera di un cavallerizzo del Reale maneggio di Torino, nel quale vengono discussi e in alcuni casi criticati vari modi ed usi di montare "alla moda". Vengono anche descritte molte razze equinem, con ampi riferimenti agli autori (in particolare viaggiatori) che ne trattarono nelle loro opere. Da notare che, nel 1823, venne istituita da Carlo Felice la Scuola di Equitazione di Venaria Reale che, in seguito, darà origine a quella ben più famosa di Pinerolo. Manca al Souhart. N° de réf. du libraire 33679

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Description du livre: R. H. Porter, 1900 - 1906, London, 1900. 6 voll. in-8° (245x160mm), di cui i primi due dedicati ai mammiferi e i restanti quattro agli uccelli sudafricani, pp. XXX, (1), 324; XII, 241 + 28 di catalogo editoriale; XXX, 322, (2); XIV, 323, (4) di segnalazioni editoriali; XVII, 416; XVII, 545; legatura editoriale t. tela verde con stemmi del South African Museum di Cape Town impressi in oro al centro dei piatti (lo stesso stemma è ripetuto ai frontespizi). Titoli in oro ai dorsi.Tagli di testa dorati. Sguardie a decori floreali. Ogni vol. è adorno di centinaia di incisioni xilografiche intercalate n.t. Il primo vol. sui mammiferi contiene una mappa del Sud Africa in litografia a colori ripiegata f.t.; una mappa consimile è ripiegata in fine del secondo vol. sugli uccelli (annunciata nel primo vol. dell'ornitologia, essa non apparve che nel secondo della stessa). Sbiaditure alla tela di alcuni volumi, qualche fioritura leggera, ma bell'esemplare. Annotazioni marginali a matita ad alcuni voll. Ex-libris Richard Sparrow, del corpo di guardia dei Dragoni. Edizione originale di quest'ampia opera sui mammiferi e sugli uccelli el Sud Africa, il primo studio d'insieme sulla fauna sudafricana. La parte sui mammiferi è interamente opera di Sclater (naturalista britannico vissuto tra il 1863 e il 1944, all'epoca direttore del South African Museum), mentre quella ornitologica è frutto della collaborazione con lo Stark (i volumi uscirono postumi, in quanto lo Stark era deceduto nel 1899). È accluso un estratto di A. Graham Millar, "The nesting habits of the Trumpeter Hornbill. Reprinted from the "S.A. Journal Natural History", vol. III, n. 1, pp. 217-219, giugno 1921, Pretoria, Published by the South African Biological Society, 1921. In-8°, pp. 217-219, brossura editoriale. N° de réf. du libraire 17919

Description du livre: nella Stamperia Arcivescovile alla Croce Rossa,, Firenze, 1822. In-8° (165x115mm), pp. 39, brossura muta posteriore color rosa polvere. Un'antiporta incisa su rame con l'immagine di San Torello in cammino. Timbro ottocentesco di privata biblioteca nobiliare al frontespizio. Perfetto stato. Rarissimo libretto di preghiere e invocazioni a San Torello, patrono delle partorienti, per ottenere un parto felice e privo di complicazioni. Le pp. 3-12 contengono una biografia di San Torello. Alle pp. 31-34 si trova un "Responsorio" in versi da recitarsi sulla tomba del santo, "nella nobil terra di Poppi in Casentino". Non registrato né in ICCU, né in NUC né in OCLC. N° de réf. du libraire 24194

25.

Le Lièvre de la Lune. Con due acqueforti.

Baj Enrico - Mandiargues André Pieyre de
(Torino, TO, Italy)
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Description du livre: M' Arte (Tipografia Stefanoni),, Milano (Lecco), 1970. In-folio (390x288mm), pp. 28 nn. a fogli sciolti entro brossura editoriale color blu marina a risvolti con riproduzione in bianco delle firme dello scrittore e dell'artista. Camicia editoriale blu e custodia cartonata.Con due acqueforti originali a colori di Enrico Baj, numerate e firmate. Riproduzione a pag. intera del manoscritto originale della poesia che dà il titolo al volume con firma autografa di De Mandiargues. Note bio-bibliografiche e due foto in nero degli artisti. Traduzione di Roberto Sanesi. Edizione originale, molto rara, stampata in soli 149 esemplari (n° 99 della tiratura di 99 numerati da 31 a 129). Jentsch, p. 37. N° de réf. du libraire 25392

26.
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Description du livre: Litografia F.lli Doyen,, Torino, 1851. In-folio (460x320mm), pp. 24, brossura editoriale azzurra con titolo inciso entro svolazzi calligrafici. Complessive 12 litografie disegnate dal vero ed incise f.t. dal Gonin (Torino, 1798-ivi, 1856): frontespizio a colori, un ritratto di Carlo Alberto e 10 litografie in tinta seppia. Alcuni restauri marginali alla brossura. Bell'esemplare. Unica edizione, molto rara, di questa magnifica opera celebrativa della figura di Carlo Alberto, dei suoi anni finali in Portogallo e della spedizione, guidata da Eugenio di Savoia Carignano, incaricata del trasporto della sua salma da Oporto a Torino. L'esemplare è iconograficamente completo, in base alla collazione da noi effettuata della copia (già appartenuta a Vittorio Emanuele III) custodita nella Biblioteca Reale di Torino e alla scheda del catalogo telematico della Biblioteca Nacional de Portugal di Lisbona. NUC, NG 0310246. Catalogo da livraria Duarte de Sousa, II, 306. N° de réf. du libraire 22536

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Description du livre: Fratelli Bocca, 1884 - 1934, Torino, 1884. 10 voll. in-4° (305x220mm), pp. 500 ca. ogni volume, cartonatura editoriale (il primo e il decimo vol. sono in brossura, ed il primo presenta il dorso rifatto; il sesto vol., in cartonatura con brossure originali applicate, è in fedele copia fotostatica). In fine del primo vol., 2 tavv. f.t. in b.n. riproducenti lo stemma sabaudo usato dal Silva negli "Statuta Sabaudiae" del 1505 e l'impresa tipografica del Bolla di Tortona; in fine del secondo vol., una tav in b.n. riproducente gli "Statuti d'Albenga" del 1519 e, in rosso e nero, il frontespizio del "Codex Statutorum Alexandriae" del 1547; in fine del quarto vol., riproduzione del frontespizio degli "Statuti di Chivasso" del 1533. Piccoli restauri alle cuffie e alle cerniere di alcuni volumi. Usuali fioriture. Bell'esemplare nel complesso, con alcuni volumi in barbe e parzialmente intonsi. Edizione originale, assai rara a trovarsi in forma organica (i volumi furono editi in modo frastagliato nell'arco di un cinquantennio nella Biblioteca Storica Italiana pubblicata per cura della R. Deputazione di Storia Patria), di questo prezioso e tuttora referenziale repertorio bibliografico comprensivo di 42.811 voci relative a fonti, documenti, materiali della storia del Piemonte e degli stati della Monarchia di Savoia. Il primo vol., al quale collaborò Vincenzo Promis, contiene le "Storie Generali"; i voll. dal II al VI le voci "A-G"; il vol. VI, l'indice generale dei primi sei voll.; il VII vol., "Genova"; i voll. VII-X, le voci rubricate sotto le lettere "G-N". L'opera, insigne monumento di erudizione, si interruppe alla lettera N per la morte dell'autore; l'ultimo vol. fu pubblicato solo nel 1934 dal bibliotecario del Principe di Piemonte, Mario Zucchi, utilizzando le schede lasciate dal Manno, di cui il presente lavoro costituì il "principale impegno" (Diz. Encicloped. d. Lett. Italiana Laterza, III, p. 480). Il Manno (Torino, 1834-ivi, 1918), figlio dello storico e letterato Giuseppe, se oggi è ricordato quasi eminentemente per la presente bibliografia, fu autore anche di molti altri notevoli lavori di storia piemontese e promotore di raccolte di fonti per servire al medesimo àmbito di studio, tra cui una vasta opera sul "Patriziato subalpino" rimasta interrotta al secondo vol. Studioso di araldica e Commissario regio presso la Consulta Araldica, fu Senatore del Regno dal 1910. Sul Manno, Armando Tallone in Encicl. Italiana, XXII, 139 (con riferimenti bibliografici). N° de réf. du libraire 14834

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Description du livre: apud Guilielmum Lesteenium & Engelbertum Gymnicum,, Antverpiae, 1654. In-folio (325x200mm), pp. (28), 436, (32) di indici bicolonni, legatura coeva p. pergamena con dorso a 5 nervi rilevati. Frontespizio stampato in rosso e in nero con impresa tipografica. Testatine, capilettera e finaletti ornati incisi in xilografia. Al verso del titolo, stemma inciso su rame del dedicatario del volume, Bernard Bottyn. Le pp. nn. iniziali contengono la dedicatoria, sottoscritta da Karel De Visch, testimonianze di vari autori relative ad Alano da Lilla, varie approvazioni e componimenti encomiastici in versi latini. Al colophon, altra impresa tipografica, variante di quella riportata al titolo. Timbro e nota di possesso settecentesca di biblioteca monastica all'occhietto. Bruniture e fioriture usuali, ma bell'esemplare. Rara seicentina di Anversa delle opere morali, teologiche, parenetiche, polemiche e di esegesi biblica di Alano da Lilla (Lilla, 1125 ca.–Citeaux, 1202). Interessanti i motivi polemici contro gli Ebrei, contro gli Albigesi (oggetto di acre polemica per la loro negazione dell'immortalità dell'anima) e contro i Valdesi, presenti alle pp. 201-278. Nella polemica antivaldese fa capolino il tema del rifiuto della pena di morte sostenuto dal valdismo. Scrive Adriano Prosperi in Dare l'anima. Storia di un infanticidio (Torino, Einaudi, 2005, p. 332): "Si capisce perché il ricorso ad una misura palesemente in contrasto col comandamento cristiano del "non uccidere" sollevasse così poche obiezioni nelle coscienze dei contemporanei: se si escludono piccoli gruppi ereticali come i valdesi e la loro intransigente difesa del letteralismo evangelico, non si trovano quasi altre contestazioni della liceità della pena di morte per tutta l'epoca qui presa in esame". Prosperi richiama direttamente la presente edizione (riportando per errore la data del 1653), segnalando le opere di Alano come interessante fonte per la conoscenza degli argomenti valdesi contro la condanna a morte. Hugon & Gonnet, 612. Prosperi, cit. Cfr. Comba, n. 777, p. 42, n. 3 e passim. N° de réf. du libraire 21730

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Description du livre: Chez Laurent d'Houry,, A Paris, 1716. In-4° (250x180mm), pp. (16), 1100, (42) di indice bicolonne, (1) bianca con indice di alcuni medicamenti manoscritto in antico al recto. Legatura coeva p. pelle marrone con dorso a 5 nervi adorno di titolo in oro su tassello rosso e di fregi in oro entro scomparti. Frontespizio in rosso e in nero con piccolo giglio in xilografia. Dedica a stampa a Guy Crescent Fagon, primo medico regio. Testatine, finalini e capilettera istoriati incisi su legno. Annotazioni di un proprietario settecentesco alla prima c. bianca. Qualche lieve arrossatura e alone interno. Restauri professionalmente eseguiti al dorso. Buon esemplare. Seconda edizione di questa classica farmacopea, apparsa primamente nel 1697, forse la più conosciuta e rinomata del suo secolo, monumentale silloge di tutte le composizioni farmaceutiche vigenti in Francia ed in Europa fra il secolo decimosettimo e il decimottavo, con indicazione delle loro modalità di sommnistrazione, dei loro dosaggi, delle loro virtù terapeutiche. L'opera contiene inoltre svariati agganci occultistici ed "un grand nombre d'operations de chimie, des recettes pour la preparation des gelées, des condits et des conserves" (Dorbon-Ainé). Il Lemery (Rouen, 1645-Parigi, 1715), insegnante di chimica e farmacista a Parigi, dovette abbandonare la propria attività a causa della propria fede calvinista. Riparato in Inghilterra, si convertì convenientemente al cattolicesimo, cosa che gli consentì il ritorno a Parigi e la ripresa della precedente attività. La sua pratica farmaceutica gli permise di compiere significativi esperimenti chimici sulle basi dei sali e le proporzioni degli acidi riassunte nell'importante "Cours de Chimie" del 1675, in cui l'acume dello sperimentatore è bizzarramente frammisto a teorie mediate da Paracelso e a credenze alchemico-iatrochimiche affatto fantastiche. "Lémery was one of the most interesting men of his time. He condemned the alchemistic mysteries which still cluttered chemistry up, and was largely responsible for the love of chemical experiment which was so distinctive a character of the 18th century" (Duveen). Wellcome, III, 487-88. Blake, p. 264. Cfr. Duveen, pp. 347-49 (per il "Cours de Chymie"). Ferchl 307:Hirsch, III, 735. Krivatsy, 6859-60. Dorbon-Ainé, 2603. Caillet, 6476. Neu, 2311. Schelenz, 488. Ferguson, II, 21 (contiene nutrita bibliografia sul Lémery). D.S.B., VIII, 174. Zekert, Berühmte Apotheker, p. 23-24. Olschki, 1726 (tr. italiana). Poggendorff, I, 1417. Quérard, V, 141. Bayle-Thillaye, II, 8. Kopp, I, 56. Bouvet, Histoire de la pharmacie en France, p. 200. Lebreton, II, 497. Hoefer, XXX, 593. P. Dorveaux, Apothicaires membres de l'Académie royale des sciences, Nicolas Lemery, in Revue d'histoire de la pharmacie, 19 (1931), pp. 208-219. N° de réf. du libraire 28834

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Description du livre: Ekspedizija Sagotowlenija Gosudarstwennych Bumag, (1903)., St. Petersburg, 1903. In-4° (327x258mm), pp. 12, magnifica brossura editoriale illustrata a colori da Bilibin con scene ispirate al materiale folklorico e leggendario delle tradizioni russe. Vignetta policroma al centro della brossura di tergo con un fregio arabescato e due pavoni disposti lateralmente. Un capolettera ornato a colori, bordure monocrome disegnate dallo stesso Bilibin incornicianti il testo e 8 tavv. in litografia a colori dello stesso Bilibin, di cui 3 a pagina intera, una apposta a guisa di testatina e una a guisa di finalino. Testo in cirillico. Bell'esemplare. Edizione originale di questo magnifico illustrato per l'infanzia russo del primo Novecento, splendida visualizzazione della fiaba del Principe Ivan. Ivan Bilibin (San Pietroburgo, 1876-ivi, durante l'assedio di Leningrado, 1942), che collaborò anche ai Ballets Russes, fu illustratore instantemente ispirato dal folklore slavo in numerosi e felicissimi libri per l'infanzia. Palpabile è pure l'influenza delle xilografie giapponesi, come nelle marine, che risentono di Hokusai ("L'onda al largo di Kanagawa"). N° de réf. du libraire 21463

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