Vittorio Alfieri è conosciuto ai più come l’autore di tragedie vibranti di aneliti di libertà e spirito antitirannico. Ma pochi ricordano che la sua ultima opera fu una critica serrata e astiosa della Rivoluzione Francese, a cui il poeta astigiano aveva assistito da spettatore privilegiato. Il "Misogallo" rimane tuttora una sorta di pietra dello scandalo, un libro proibito, eccessivo, “dionisiaco” nelle sue invettive. Un’opera che molti preferiscono ignorare, e che al contrario proprio per questo merita oggi di essere riletta.
Vittorio Alfieri (1749-1803) è il più famoso e probabilmente l’unico tragediografo italiano degno di questo nome. Piemontese di Asti, visse viagiando per tutta Europa, in preda a uno spirito irrequieto e ambizioso che lo portò, da autodidatta, a imporsi come uno dei più severi e appassionati poeti della nostra storia letteraria.
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