In questa raccolta intensa e visionaria, Raed Wahesh ci offre una poesia che cerca la radice invisibile dell’esistenza, come uno sciamano che ascolta la voce della natura per tradurne i misteri. Nelle sezioni che si susseguono come tappe iniziatiche, si va costruendo una geografia dell’assenza, in cui ogni essere, ogni perdita, ogni trasformazione è segno e messaggio da decifrare. Attraverso una lingua che fonde narrazione, mito e metafora, il poeta racconta una storia universale e personale: quella di chi cerca nella parola una bussola per non perdersi. Centrale nella sua ricerca è il tema della morte, vista non come fine di tutto bensì come compagna dell’essere umano nella circolarità dell’esistenza. La morte è interrogata, umanizzata, resa corpo, voce, presenza. È madre e matrice, fondamento del tempo, creatrice di ogni forma, specchio e soglia. Il libro degli assenti è un vangelo apocrifo del morire e del rinascere, un atlante poetico del passaggio umano, un’opera filosofica che interroga l’essere, il tempo e la memoria. È, infine, un appello a riconoscere nella morte non l’estranea da temere, ma la sostanza primigenia da cui tutto – anche la bellezza – ha avuto origine.
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Brossura. Etat : new. Traduzione di Jolanda Guardi.Valmadrera, 2025; br., pp. 96, cm 14x20.(Disàmara). In questa raccolta, intensa e visionaria, Raed Wahesh ci offre una poesia che cerca la radice invisibile dell'esistenza, come uno sciamano che ascolta la voce della natura per tradurne i misteri. Nelle sezioni che si susseguono come tappe iniziatiche - dall'inverno berlinese ai deserti interiori, dal vento che penetra la carne alla pietra che conserva la memoria - si va costruendo una geografia dell'assenza. In essa, ogni essere, ogni perdita, ogni trasformazione è segno e messaggio da decifrare. Centrale nella ricerca è il tema della morte, vista non come fine di tutto, bensì come compagna dell'essere umano nella circolarità dell'esistenza. La morte è interrogata, umanizzata, resa corpo, voce, presenza. È madre e matrice, fondamento del tempo, creatrice di ogni forma. La figura dell'altro, del compagno, del doppio, si ripresenta come riflesso dell'io, mentre la morte diventa specchio e soglia. Attraverso una lingua che fonde narrazione, mito e metafora, il poeta racconta una storia universale e personale allo stesso tempo: quella di chi resta e di chi se ne va, e di chi cerca nella parola una bussola per non perdersi. Wahesh ci consegna un'opera in cui ogni verso si fa pietra, ogni immagine eco, ogni pagina una liturgia laica della perdita. Il libro degli assenti è un vangelo apocrifo del morire e del rinascere, un atlante poetico del passaggio umano, un'opera filosofica che interroga l'essere, il tempo e la memoria. È, infine, un appello a riconoscere nella morte non l'estranea da temere, ma la sostanza primigenia da cui tutto - anche la bellezza - ha avuto origine. Libro. N° de réf. du vendeur 4164362
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