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La camicia rossa - Couverture souple

Mario, Alberto

 
9788842545576: La camicia rossa

Synopsis

“La camicia rossa” di Alberto Mario, con i suoi sei capitoli in presa diretta, è il primo (l’edizione inglese è datata 1865) dei tanti memoriali dedicati all’impresa garibaldina. Un libro forse più maturo «politicamente» di altra letteratura sull’argomento che pure vanta i capolavori di Abba e Bandi. L’Autore, ai tempi della spedizione, è già figura di riferimento nell’universo rivoluzionario. Una volta in Sicilia è fra gli intimi del Generale, da cui, peraltro, lo divide la scelta filo Savoia. Formidabili sono le descrizioni belliche, che fanno di Mario, secondo un’autorevole definizione, il «più felice scrittore di gesta» fra i garibaldini.

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Biographie de l'auteur

Discendente da una nobile famiglia di origine ferrarese stabilitasi da molto tempo a Lendinara, Alberto, giovane studente all'Università di Padova, l'8 febbraio 1848 partecipa attivamente alle manifestazioni, tanto da essere costretto a riparare a Bologna, dove si unisce agli studenti volontari aggregati alle truppe di Pio IX. Combatte contro gli austriaci a Bassano del Grappa, Treviso e Vicenza. Dopo il fallimento della campagna ripara a Milano dove conosce Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini. Negli anni che vanno dal 1849 al 1857, Mario soggiornò a lungo a Genova insieme agli altri patrioti in esilio. Dopo aver passato alcuni mesi nel carcere di Sant'Andrea a Genova per il fallimento dei progetti rivoluzionari, Mario si trasferì a Londra dove nel 1858 sposò Jessie White, giornalista corrispondente del London Daily News.[1] Con la moglie intraprese una serie di viaggi che lo portarono anche negli Stati Uniti dove perorò la causa risorgimentale. La moglie Jessie White Tornato in Italia, dopo aver passato qualche giorno in prigione, fu espulso dal Regno di Sardegna e riparò a Lugano, dove si trovavano Mazzini e Carlo Cattaneo. Lì Mario assunse la direzione dell'organo mazziniano Pensiero e azione. Mario, con la moglie, riuscì ad imbarcarsi per la Sicilia per raggiungere Garibaldi con la seconda spedizione capitanata da Medici. Convinto federalista, Mario teorizzava la necessità di abbattere le "satrapie burocratiche" del centralismo italiano, allo scopo di realizzare una legislazione articolata, adatta a garantire l'autogoverno di istituzioni decentrate come regioni e comuni.[2] Passato in Calabria ebbe il compito di reprimere le rivolte dei contadini fedeli ai borboni. Nel 1862, Mario scrisse La camicia rossa, memoriale sulla spedizione dei Mille pubblicato in lingua inglese. Partecipò alla campagna del 1866 al comando di alcune unità di flottiglia sul Lago di Garda. Nel 1867 fu con Garibaldi a Monterotondo ed a Mentana.

Présentation de l'éditeur

La camicia rossa

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