he cosa abbia rappresentato Adriano Olivetti e il suo progetto imprenditoriale per l'Italia è storia nota, sebbene poco ricordata. Che cosa abbia rappresentato, però, nei suoi rapporti con il mondo del sindacato, e con uno in particolare, la UIL, è una storia scarsamente conosciuta.
Questo libro vuole ripercorrere le tappe fondamentali di un rapporto che dura da quando nel 1955 venne fondata Comunità di fabbrica, allorché – come ci ricorda Pino Ferlito, testimone diretto di quelle vicende – «un gruppo di lavoratori della Olivetti, aderenti o simpatizzanti del Movimento Comunità, annunciò la nascita» di questo sindacato aziendale autonomo.
Il presente volume ci illustra come, da questo sindacato aziendale autonomo di e della Olivetti, si istituì e consolidò negli anni il rapporto privilegiato con la UIL. Pagine intense che testimoniano l’intreccio originale e unico tra un imprenditore "atipico", colto, lungimirante e un sindacato di partecipazione altrettanto “sui generis”.
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