Devoti Violenti analizza il complesso rapporto tra religiosità popolare, devozione, simboli sacri e culture criminali, con particolare attenzione alla realtà napoletana e ai suoi collegamenti con fenomeni analoghi in Italia, America Latina e altre aree del mondo.
Il volume nasce da oltre un anno di ricerca documentale, bibliografica e sul campo e prende in esame il modo in cui santi, Madonne, immagini sacre, rituali, pellegrinaggi e forme di devozione possano essere reinterpretati, appropriati o utilizzati all’interno di contesti caratterizzati da violenza, marginalità e criminalità organizzata.
Napoli costituisce il principale punto di osservazione: edicole votive, culti popolari, anime del Purgatorio, processioni, feste religiose, tatuaggi, musica neomelodica e nuove forme di comunicazione vengono analizzati come strumenti attraverso i quali si costruiscono identità, appartenenze e rapporti di potere.
Particolare attenzione è dedicata alla relazione tra sacro e criminalità: l’uso delle immagini religiose, le processioni e gli inchini, le celebrazioni familiari, i rituali di appartenenza, i tatuaggi, la musica e l’estetica della violenza. Il libro affronta inoltre il ruolo dei media e dei social network nella diffusione e trasformazione di queste rappresentazioni.
Un tema centrale è la contraddizione solo apparente tra fede religiosa e appartenenza criminale: il libro mostra come, per alcuni soggetti, la devozione non venga percepita come incompatibile con la violenza o con la trasgressione delle norme, ma possa essere incorporata nella propria visione del mondo.
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Brossura. Etat : new. Bologna, 2026; br., pp. 464, ill., cm 15,1x21. Devoti Violenti analizza il complesso rapporto tra religiosità popolare, devozione, simboli sacri e culture criminali, con particolare attenzione alla realtà napoletana e ai suoi collegamenti con fenomeni analoghi in Italia, America Latina e altre aree del mondo. Il volume nasce da oltre un anno di ricerca documentale, bibliografica e sul campo e prende in esame il modo in cui santi, Madonne, immagini sacre, rituali, pellegrinaggi e forme di devozione possano essere reinterpretati, appropriati o utilizzati all'interno di contesti caratterizzati da violenza, marginalità e criminalità organizzata. Napoli costituisce il principale punto di osservazione: edicole votive, culti popolari, anime del Purgatorio, processioni, feste religiose, tatuaggi, musica neomelodica e nuove forme di comunicazione vengono analizzati come strumenti attraverso i quali si costruiscono identità, appartenenze e rapporti di potere. Particolare attenzione è dedicata alla relazione tra sacro e criminalità: l'uso delle immagini religiose, le processioni e gli inchini, le celebrazioni familiari, i rituali di appartenenza, i tatuaggi, la musica e l'estetica della violenza. Il libro affronta inoltre il ruolo dei media e dei social network nella diffusione e trasformazione di queste rappresentazioni. Un tema centrale è la contraddizione solo apparente tra fede religiosa e appartenenza criminale: il libro mostra come, per alcuni soggetti, la devozione non venga percepita come incompatibile con la violenza o con la trasgressione delle norme, ma possa essere incorporata nella propria visione del mondo. Libro. N° de réf. du vendeur 4285145
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