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La Fisica della Filosofia: Come le scienze naturali hanno trasformato il pensiero - Couverture souple

De Leonardis, Eric

 
9798194211982: La Fisica della Filosofia: Come le scienze naturali hanno trasformato il pensiero

Synopsis

A volte il laboratorio insegna al filosofo.

La filosofia non si vergogna della fisica. Si lascia però periodicamente rimodellare da essa. Quando Newton scrisse i Principia, quando Darwin pubblicò L'origine delle specie, quando Clausius definí l'entropia, quando Einstein ridisegnò la simultaneità, quando Bohr e Heisenberg litigarono con Einstein sul significato della teoria dei quanti --- un mobile della casa del filosofo si sposta. Talvolta un mobile piccolo. Talvolta il pavimento.

La Fisica della Filosofia ripercorre, tema per tema, il rimaneggiamento filosofico che le scienze della natura hanno provocato. La meccanica newtoniana ha dato a Kant le sue categorie; la termodinamica ha dato a Bergson la sua disputa con l'orologio; la relatività ha dato al prospettivismo di Ortega una spina dorsale matematica; la meccanica quantistica ha dato a Bohr la sua complementarità e l'idea che l'osservatore non si possa cancellare con un colpo di gomma; la cosmologia ha portato la parola "creazione" fuori dalla teologia e dentro l'aula del seminario, senza risolvere nulla; la teoria dell'informazione ha chiesto se a fondo del mondo ci siano i bit anziché gli atomi.

L'autore scrive come un intellettuale cattolico che insiste sulla massima oggettività: equidistante fra ragione scientifica e prospettiva di fede, senza mai pretendere che l'una sia superiore all'altra. Lettore credente e lettore scettico si troveranno presi sul serio entrambi. Tre voci ricorrono come compagne discrete nei capitoli: Fulton J. Sheen per l'osservazione paziente che l'empirismo è già una tesi metafisica; Tommaso d'Aquino per l'analogia dell'essere e la struttura delle cause seconde; e G. K. Chesterton per il paradosso che chiarisce. Il calore didattico ha un debito con Giovannino Guareschi a livello di stile --- immagini concrete, parlare piano --- non di ambientazione. La cautela di Lemaître --- "non si confonda il Big Bang con la nozione filosofica o teologica di creazione" --- è lo spirito di tutto il libro.

Questo è il secondo di due volumi gemelli; il primo, La Filosofia della Fisica, percorre la stessa strada nella direzione opposta. I due libri si richiamano a vicenda, e si possono leggere in qualunque ordine.

Dentro il libro

  • La metafisica newtoniana e la rivoluzione copernicana di Kant.
  • La svolta darwiniana: dalla teologia naturale alle scienze della mente, con argomento del disegno e suoi critici trattati alla pari.
  • La freccia del tempo, da Clausius all'universo a blocchi e ritorno.
  • La fine degli assoluti fisici (relatività ristretta e generale), con una nota di prudenza: ciò che si relativizza è la geometria della simultaneità, non la morale.
  • L'epistemologia quantistica e che cosa significa "osservatore".
  • Complessità, mente e il problema difficile della coscienza.
  • Cosmologia e creazione, trattate con equidistanza e con l'avvertenza di Lemaître sempre in vista.
  • Informazione come ontologia e la congettura della fisica digitale.
  • L'etica delle scienze e i limiti della conoscenza esperta.

Per i lettori che vogliono filosofia che abbia fatto i compiti di fisica.

Per gli studenti di entrambi i versanti, che vogliono vedere come i loro due mondi si toccano.

Per credenti e scettici insieme, che cercano un autore disposto a essere giusto con entrambi.

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