Die Germanen und die Renaissance in Italien pubblicato per la prima volta nel 1905 e tradotto in italiano per la prima volta ci illustra un'altra prospettiva di vedere la storia medievale e in modo particolare le invasioni barbariche. L'autore tende a sottolineare come i "barbari" furono tutto fuorché incivili e sull'uso improprio e dispregiativo del termine così come l'arte gotica considerata inferiore e "primitiva" rispetto a quella dei suoi predecessori. Affermando che fu solo grazie all'apporto straordinario delle tribù germaniche che il Medioevo è stato quello che conosciamo. Arte, filosofia, religione, scrittura, lingua, economia, società e strategie militari in modo particolare nell'Italia medievale non sarebbero stati il frutto naturale prodotto dalle popolazioni autoctone nel corso della storia ma l'unione del retaggio romano unito all'intraprendenza dei germani. In tal fatta, le tribù germaniche una volta stanziate in Italia diedero vita nuovamente all'impero romano e, nel corso dei secoli a capo di tutte le nobili aristocrazie medievali assunsero gli usi e costumi dei locali italianizzando i loro nomi e cognomi senza dimenticare la loro origine e attraverso il genio germanico dominarono su tutti i campi.
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