Ecco, vi sono parole sparse ovunque… poesia senza pretese se non quella di interpretare schegge di vita, parole stese al sole, addormentate. Già, “a volte la parola cade come un fiocco di neve, a volte come una pietra e tutti dicono: silenzio lì cade una parola!” (Guus Kuijer). Si perpetra il mistero. Le parole saltano, rimbalzano, s’appoggiano, caracollano sopra fili sospesi, si dispiegano in funamboliche acrobazie, tanto precarie da rischiare di far cadere ad ogni passo. Per quanto mi riguarda, versatemi parole in una tazza col caffè e mi farete felice, perché sono una persona persa di poesia. Ah, la poesia! Immensa ricchezza che apre al dialogo diretto con l’universo, aspettativa del mondo rivestita di bellezza cosicché dentro ognuno di noi è in agguato un poeta in cerca d’infinito. Poesia che è un percorso tutto in salita, con la necessità di abbandonare l’inutile. Poesia rifugio aperto sulla realtà, da dove si può contemplare la vita, intanto che essa ci appare ogni giorno più debole e folle.
Sì, è così che rimane sospesa la poesia… Instabile, pronta ad evadere ed eludere gli stereotipi. Cercarne il senso per ricostruirne il valore, per me, è sempre stato di fondamentale importanza. A ben guardare, dal canto mio si tratta d’inquietudine, di delusione, di ricerca, ma certamente e soprattutto di amore, di un grande smisurato amore verso la vita. È proprio vero, “si scrive poesia quando si è con le spalle al muro” (Antonio Moresco), “in quei momenti tutto si tiene, tutto assume un senso e una felicità” (Daniele Giancane), tant’è che nella mia esistenza a neri ghirigori, scarne parole scappano da tutte le parti, migrano su fondali bianchi, viaggiano, a volte clandestine, senza passaporto, in un continuo movimento, fatto di ripensamenti, di sintesi, di lenta decantazione. Le parole si fanno silenzio. Parole che saltano dai loro alvei, perché c’è sempre un motivo esterno che aggancia un’esigenza interiore. Parole udite che detonano nella testa, che non lasciano andare, che richiamano, che tornano a distanza di tempo, che alimentano un’idea. Alcune di esse si sono fermate qui. (Maria Pia Latorre)
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