La groin-pain syndrome o GPS o pubalgia è una patologia prevalente nello sportivo e di difficile locazione e trattamento secondo le evidenze scientifiche.
Ricoprono, perciò, fondamentale importanza tutte le strutture annesse alla regione colpita. Importante sapere le componenti principali della zona, come strutture ossee, muscolari e legamenti, in modo da escludere ogni possibile causa che influisca nella patologia (Weir 2015).
La Pubalgia rappresenta una delle sindromi dolorose più trattate dai fisioterapisti, ne soffrono moltissimi sportivi, ma anche chi soffre di squilibri muscolari, patologie muscolari e tendinee, patologie infettive e tumorali.
Se la sintomatologia dolorosa viene sottovalutata, ignorata, trattata con sintomatici senza comprenderne le cause né curarla può cronicizzare, cioè essere memorizzata a livello della corteccia cerebrale, ed accadere che il dolore sia evocato ancor prima che l’azione scatenante si compia. Questo meccanismo ha un valore protettivo, impedirci l’azione che provoca ulteriore dolore, ma di fatto provoca un’espansione dell’area dolorosa, e limita l’attività sportiva per esempio, che invece potrebbe, grazie alle endorfine liberate antagonizzare il dolore stesso. È un cane che si morde la coda.
I casi di pubalgia, secondo le rilevazioni dei verbali di pronto soccorso, negli ultimi 10 anni sono aumentati dal 5 al 15 % di tutti gli infortuni sportivi.
Nella maggior parte dei casi si tratta di eventi flogogeni a carico delle inserzioni tendinee causate dall’abuso o dall’uso improprio. L’infiammazione riguarda le inserzioni dei muscoli adduttori della coscia, ma anche retto addominale, pettineo, piramidale, retti e obliqui addominali, trasverso addominale, dovuta a sovraccarico funzionale. Molti di questi muscoli presentano inserzione sulla sinfisi pubica, come gli adduttori della coscia e il retto addominale.
Il dolore è riferito all’inguine, può irradiarsi all’addome e interno coscia. Tipicamente compare al risveglio, aumenta nei primi minuti di movimento e regredisce con il riscaldamento.
Il dolore pubico si ha soprattutto quando si usano gli adduttori, cioè quando si eseguono movimenti istantanei, come alzarsi dalla sedia, fare pochi passi, calciare una palla.
La muscolatura adduttoria appare contratta e la pressione sul pube è dolorosa.
La prima causa di dolore è l’infiammazione dovuta a microtraumi ripetuti e microlesioni dei tendini (mio-entesiti), per movimenti improvvisi di torsione.
Al secondo posto, dopo gli sportivi, ci sono le giovani donne, in particolare sono le donne in gravidanza a soffrire di dolori a carico del pube. Infatti la sinfisi pubica è interessata nelle modificazioni che avvengono durante la gravidanza in preparazione al parto. Si potrebbe chiamare, secondo alcuni, sindrome retto-adduttoria, se il retto si indebolisce l’adduttore «tira di più».
Un fattore che predispone alla pubalgia è la posizione da seduti con la caviglia sopra al ginocchio opposto, cioè in massima rotazione di anca: in questi casi di solito è sufficiente consigliare riposo, crioterapia, e se persiste una consulenza ortopedica, che potrà evidenziare o meno un danno organico all’articolazione coxofemorale. Nella forma cronica ogni movimento che riguarda l’anca o la flessione del tronco produce dolore, che può irradiarsi anche al testicolo.
Sono state identificate finora 72 cause di pubalgia.
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