Le bugie sono sepolte sotto vent'anni di tempo, John. Ralph è al sicuro. Ne ho fatto mio figlio. Non chiedermi di affrontare una sofferenza simile.
L'uomo si lasciò andare al sospiro dei vinti. Alzandosi in piedi, concluse:
D'accordo, facciamo come dici tu. Spero che vada tutto per il meglio.
Sono sicura che sarà così, John mormorò lei. Il suo sguardo cadde tra gli alberi da frutto, dove stava lavorando un uomo magro, che non aveva mai visto. Lo indicò, e si rivolse al marito. Chi sta lavorando tra gli aranci? È un nuovo avventizio?
Il colono si fermò mentre attraversava la veranda e rispose: Sì. L'ho assunto stamattina. All'inizio mi sembrava di conoscerlo, ma mi ha detto che ha sempre vissuto nel Queensland. Risponde al nome di William Clair.
Mrs Thornton si appoggiò allo schienale della poltrona su cui sedeva, gli occhi chiusi come se fosse stata sollevata da un'enorme tensione. Sulle labbra rigide si delineò l'ombra di un sorriso.
Per Arthur Upfield il successo arriva con una storia di sangue.
Sangue che scorre e tinge di rosso l'outback australiano, che dilaga come i fiumi gravidi di pioggia; sangue che richiama gli uomini alla proprie origini, infischiandosene dello spazio, del tempo e delle misere convenzioni sociali. Prima di perdervi nelle sterminate piane australiane, andatevi a leggere qualcosa sulla vita del giovane Arthur, fallito rampollo inglese e tracker nelle terre rubate ai nativi, nell'Australia dei primi del Novecento.
Solo allora potrete varcare la soglia della tenuta Barrakee, mescolarvi senza timore ai mandriani e agli abo; condividerne le sbornie, i sospiri, le risse e i segreti, sentire strisciare sulla pelle il razzismo onnipresente, infezione latente che ieri come oggi è parte integrante della società umana.
Solo allora potrete stringere la mano all'ispettore Napoleone Bonaparte e seguirne il cammino tra gli eucalipti e i cespugli di eremofile.
Solo allora The Barrakee Mystery farà vibrare d'un tratto le sue pagine e i suoi abitanti vi sveleranno il loro vero volto, scrollandosi di dosso la polvere vecchia cent'anni, mormorando all'orecchio attento l'ingiustizia e la complessità della vita.
Arthur William Upfield (Gosport, 1° settembre 1890 - Bowral, 13 febbraio 1964) è stato uno scrittore britannico naturalizzato australiano, noto per i suoi romanzi gialli e per il personaggio dell'investigatore Napoleone Bonaparte, detto "Bony". L'ispirazione per questo iconico detective gli venne da Leon Wood, un brillante poliziotto aborigeno del Queensland che aveva conosciuto negli anni Venti.Figlio di un commerciante di tessuti, nacque in Inghilterra e nel 1910 si trasferì a Brisbane, in Australia, per volere del padre. Durante la Prima guerra mondiale, si arruolò il 23 agosto 1914 nella First Australian Imperial Force, un'unità creata appositamente per combattere la Germania. Dopo un intenso addestramento, fu inviato in Egitto, a Gallipoli (Turchia) e infine in Francia, verso la fine del conflitto. Durante il periodo in Egitto conobbe un'infermiera australiana, che sposò nel 1915. Nel 1919 fu trasferito in Inghilterra, dove lavorò come segretario privato di un alto ufficiale fino al 1921, anno in cui fece ritorno in Australia con la moglie e i figli piccoli.Nel periodo successivo alla guerra, Upfield visse nelle remote regioni dell'entroterra australiano, svolgendo lavori di vario genere. Questi anni gli permisero di entrare in contatto con la cultura e le tradizioni aborigene, che avrebbero profondamente influenzato la sua opera letteraria. Fu anche membro della Australian Geological Society, dove si occupò di coordinare spedizioni scientifiche nel Queensland. Nel 1948 guidò una spedizione al Cratere di Wolfe Creek, un famoso astroblema che sarebbe poi diventato l'ambientazione del suo romanzo *The Will of the Tribe* (1962).In seguito, si stabilì prima a Bermagui e poi a Bowral, nel Nuovo Galles del Sud. La sua ultima opera, il romanzo incompiuto *The Lake Frome Monster*, fu completata da J.L. Price e Dorothy Stange e pubblicata postuma nel 1966.