Bestiario giuridico. Vol. 2. Cet article n’est pas disponible.
Langue : italien
Edité par Colla Editore, 2011
- Livre broché
- Occasion

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N° de réf. du vendeur M08889527668-V
- Titre
- Bestiario giuridico. Vol. 2
- Auteur
- D'Alessandro, Giuseppe
- Éditeur
- Colla Editore
- Année de publication
- 2011
- État de l'article
- very good
- Reliure
- Couverture souple
- Langue
- italien
- ISBN à 10 chiffres
- 8889527668
- ISBN à 13 chiffres
- 9788889527665
La pratica dell'offesa non è invenzione moderna, è vecchia quanto l'uomo, anzi qualcuno ha detto che la civiltà è nata quando un nostro primitivo antenato ha scagliato contro il suo avversario un'offesa invece di una freccia. Ma è nella società moderna, dove sono venute meno le buone maniere e trionfa la prevaricazione non solo verbale, che la pratica dell'ingiuria ha trovato il suo terreno più fertile. Ci si insulta ad ogni livello e luogo, pubblico e privato: all'interno della famiglia e dell'ambiente di lavoro, nelle riunioni di condominio e nelle assemblee parlamentari, negli stadi, a scuola, e perfino in chiesa e nei funerali. Alcune offese sono soltanto espressione di maleducazione e ignoranza, altre sono lesive dell'onore della persona e come tali sanzionabili dalla legge. Sono queste l'oggetto del nostro libro. Tra le migliaia di sentenze emesse da tribunali, giudici di pace, corti d'appello, Corte di Cassazione, l'autore ne ha individuato 912 pronunciate in materia di ingiuria, diffamazione, oltraggio, vilipendio, ecc., e da esse ha dedotto i mille modi usati dagli italiani per offendersi e finire in tribunale. Ne risulta un "bestiario" istruttivo e spassoso per la varietà dei termini offensivi rinvenuti, ben 612, che testimoniano la superba creatività italica nel confezionare l'insulto. Per offendersi gli italiani pescano materiale ovunque: dalle disgrazie personali ai difetti fisici, dalla diversità etnica a quella politica, religiosa e di genere.
« Synopsis » peut appartenir à une autre édition de cet ouvrage.
Présentation de l'éditeur
La pratica dell'offesa non è invenzione moderna, è vecchia quanto l'uomo, anzi qualcuno ha detto che la civiltà è nata quando un nostro primitivo antenato ha scagliato contro il suo avversario un'offesa invece di una freccia. Ma è nella società moderna, dove sono venute meno le buone maniere e trionfa la prevaricazione non solo verbale, che la pratica dell'ingiuria ha trovato il suo terreno più fertile. Ci si insulta ad ogni livello e luogo, pubblico e privato: all'interno della famiglia e dell'ambiente di lavoro, nelle riunioni di condominio e nelle assemblee parlamentari, negli stadi, a scuola, e perfino in chiesa e nei funerali. Alcune offese sono soltanto espressione di maleducazione e ignoranza, altre sono lesive dell'onore della persona e come tali sanzionabili dalla legge. Sono queste l'oggetto del nostro libro. Tra le migliaia di sentenze emesse da tribunali, giudici di pace, corti d'appello, Corte di Cassazione, l'autore ne ha individuato 912 pronunciate in materia di ingiuria, diffamazione, oltraggio, vilipendio, ecc., e da esse ha dedotto i mille modi usati dagli italiani per offendersi e finire in tribunale. Ne risulta un "bestiario" istruttivo e spassoso per la varietà dei termini offensivi rinvenuti, ben 612, che testimoniano la superba creatività italica nel confezionare l'insulto. Per offendersi gli italiani pescano materiale ovunque: dalle disgrazie personali ai difetti fisici, dalla diversità etnica a quella politica, religiosa e di genere.
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