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Roma-Torino- Firenze, 1921/1928, raccolta di 111 fascicoli sciolti, quasi tutti in buono -ottimo stato (qualche strappetto alle piegature o ai bordi e piccole mancanze marginali ad alcuni fascicoli senza perdite di testo). Disponiamo di: 1921, A. VI, n. 35 (8 settembre) + 1924, A. IX, ventidue fascicoli completi: n. 26 (3 luglio), 29, 30, 31-32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39-40, 41-42, 43, 44 (2 copie), 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51 (25 dicembre) + 1925, A. X, quaranta fascicoli completi: 1 (1 gennaio), 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14-15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39-40, 41 (17 settembre). + 1925-1926, A. XI, diciotto fascicoli completi: n. 1 (24 settembre), 2, 3-4-5, 6, 7, 8-9, 10, 11, 12-13, 14, 15, 16-17, 18, 19, 20-21, 22, 23, 24-25 (11 marzo 2026) + 1928, A. XIII, nove fascicoli completi : n. 40 (17 luglio), 41, 42, 43, 44-45, 46, 47, 48-49, 50 (13 settembre) + 1928, A. XIV, ventuno fascicoli completi: 1 (20 settembre), 2-3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14-15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 24 (28 novembre). Ai primi di gennaio 1916 i due direttori dei preesistenti periodici ebraici in lingua italiana ?La Settimana Israelitica? fiorentina e ?Il Corriere Israelitico? della Trieste ancora austroungarica (l'vvocato Alfonso Pacifici e il Rabbino Dante Lattes) fondavano un settimanale unico, Israel, a Firenze. Entrambi avevano ricoperto un ruolo di punta nel dibattito ideologico e culturale prebellico, sia pure da posizioni diverse, l'uno in una appassionata azione tesa ad un risveglio ebraico ?integrale?, mentre Lattes sulle colonne del ?Corriere? aveva proseguito battaglie aperte alle correnti dell'Europa ebraica, in primis al Sionismo, rivelando uno stile polemico che lo contraddistinse lungo la sua esistenza. Dopo pochi mesi Pacifici veniva mobilitato quale Rabbino militare, mentre Lattes, dopo una breve funzione rabbinica, a Siena, colpito da un tragico lutto famigliare, pur rimanendo condirettore, passava a Roma. L'Israel divenne sempre più un organo di informazione, nonché di formazione. Uno specchio sia della vita delle comunità italiane sia della Diaspora, riportando i progressi della Palestina Ebraica, avvalendosi della collaborazione di giovani forze che stavano diventando elementi di primo piano in una ampia gamma di attività pubbliche e culturali. L'Italia dopo il tormentato periodo postbellico era diventata una dittatura antidemocratica. Leggendo le pagine del settimanale del ventennio notiamo un cauto approccio alla realtà circostante, pur affrontando momenti di crisi, come alla fine degli anni venti, minacciato di soppressione da parte del regime per le simpatie sionistiche e il dissidio interno con i fautori toto corde di fedeltà al Fascio quasi alla vigilia della bufera. Lo storico, tuttavia, vi rivive la vita ebraica di allora, nei suoi molteplici aspetti nazionali e internazionali, fino al fatidico Trentotto.
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