Quando il mondo cambiò voce.
All’inizio non fu un uragano, né un incendio, né un’alluvione.
Fu un suono.
Il rumore degli abeti che si spezzavano durante la tempesta Vaia, nelle Dolomiti. Da quel momento nasce un viaggio che conduce attraverso montagne, foreste, lagune, ghiacciai e oceani, fino alle coste del Maine e ai laboratori di Boston, alla ricerca di una risposta semplice e universale:
che cosa sta accadendo al mondo che abitiamo?
Lungo il cammino l’autore incontra forestali, pescatori, glaciologi, climatologi, agricoltori e ricercatori che ogni giorno osservano gli effetti del cambiamento climatico. Ognuno racconta una parte della stessa storia: boschi che cambiano, ghiacciai che arretrano, mari che si trasformano, acqua sempre meno prevedibile e comunità costrette ad adattarsi.
Ma questo libro non parla soltanto di ambiente.
Parla di persone.
Di luoghi che custodiscono memoria.
Di scienza raccontata attraverso esperienze vissute.
E di come, anche nei momenti di maggiore incertezza, possano nascere nuovi legami, nuove speranze e una diversa idea di futuro.
Con uno stile narrativo coinvolgente, che unisce il ritmo del reportage alla sensibilità del romanzo, Quando il mondo cambiò voce accompagna il lettore in un percorso che emoziona, informa e invita a osservare il pianeta con occhi nuovi.
Perché la Terra non ha mai smesso di parlare.
Forse siamo stati noi a smettere di ascoltarla.