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In Fiorenza, 1550, al colophon: In Fiorenza, appresso Bernardo Giunti, 1550. In-8° (15,5 cm x 10,5 cm). Cc. 44 (i.e. 45) con numerazione solo al recto, (3). Segnatura: A-F8 (F8 bianca). Solida cartonatura del ?700 con laccetti passanti, titolo manoscritto sul dorso e collocazione al piede in calligrafia settecentesca. A cura di Lodovico Domenichi, il cui nome figura nella pref. a c. A4(r). Dedicatoria di Lodovico Domenichi ?Alla illustre et valorosa Signora, la S. Vittoria Capanna?. La seconda parte del volume contiene a c. D6(r), con numerazione continuativa ma occhietto proprio, ?L? Assiocho?, o vero Dialogo del dispregio della morte di Platone, Tradotto per lo Illustriss. S. Conte d? Aversa. Il S. Don Gio. Vincentio Belprato?. Marca tipografica al front., poi ripresa alla c. F7(v), con un serpente avviluppato attorno a un giglio con in terra un serpente, ai lati, il motto ?Novus Exorior?. Capolettera e fregi in xilografia. Alcune sottolineature ed un paio d? annotazioni marginali in rafia secentesca Esemplare fresco e genuino, in ottimo stato di conservazione.
Prima edizione, rara e ricercata, stampata dai Giunti, come pure ?L? Assiocho?, nel volgarizzamento di Lodovico Domenichi; si tratta anche dell? ultima opera pubblicata da Bernardo Giunti che morirà nel 1551. Sextus Rufus, o Ruffus o Festus, funzionario e storico latino vissuto attorno alla seconda metà del terzo secolo d.c., fu magister memoriae e proconsole d? Asia, si rese tristamente noto per la sua crudeltà, sotto l? imperatore Valente, fratello di Valentiniano I. Nella brevissima prefazione e nell? epilogo, indirizzati proprio a Valentiniano, egli spiega le ragioni dell? opera e ci permette anche di situarne l? epoca di redazione: ? [?] Ricevete, quindi, ciò che è stato brevemente riassunto in detti molto concisi, in modo che possa sembrare, o glorioso Principe, che io non tanto racconti, quanto, piuttosto, enumeri anni e durata dello Stato ed eventi della storia [?] Dalla fondazione della città alla nascita della Vostra Perpetuità, con cui a Roma è stato assegnato un imperium molto prospero, sono calcolati 1.117 anni.?. L? opera, scritta in occasione della campagna contro i persiani al 371, è la prima ad analizzare la formazione dell? Impero intesa come progressiva acquisizione, con l? aumento della potenza romana, dei territori provinciali nella sfera d? influenza romana. La seconda parte si svolge sulle guerre contro i Persiani, Parti, Armeni, dai tempi più antichi fino a Gioviano, per terminare con un? ultima apostrofe al principe che, celebrato come vincitore dei Goti, è certamente Valente.
Per l? Assioco, gli storici della filosofia dubitano, ormai da tempo, che il dialogo possa essere attribuito a Platone, l? interesse per l? astronomia e i fenomeni celesti hanno fatto attribuire l? opera ad un autore vissuto all? incirca nel I sec. a.C., in età alessandrina, in parte ad Epicuro e a Prodico. In questo enigmatico dialogo, fa parte della letteratura di consolazione, popolare in epoca ellenistica e romana, la tesi centrale è quella della morte intesa come cessazione di tutte le sofferenze che angustiano la vita umana. La morte non è da temere poiché è l? inizio di una vita migliore; sbaglia chi, come Assioco, crede di trovare conforto nelle cose sensibili e teme di perdere tutto ciò che ama con la morte.
Bibliografia: Argelati, p. 385; BM STC Italian, p. 592; Camerini, p. 155, 274 (manca L? Assiocho); D? Afflitto, II, p. 93; Decia-Delfiol, I, p. 275 (manca L? Assiocho). Fontanini, p. 341; Folger, vol. I, p. 658; Fornari Spinola, p. 56, 486; Gallarini, p. 314, 10706; Genolini, p. 180, 3936; Grässe, vol. VI-I, p. 190; Haym, p. 20, 2; Hoffmann, p. 148; Paitoni, vol. 3, p. 118; Panizzi, p. 304; Renouard, LVIII, 161-162; Sunderland, vol. 1, p. 482, 6094; Manca a Adams e Brunet. Cfr. Garroni, Studi di antichità, (1918), p. 25; Sabbatino, L? idioma volgare il dibattito sulla lingua letteraria nel Rinascimento, (1995), p. 132.
N° de réf. du vendeur ABE-1779066531796
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