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RARO. L'attività chiamata memoria viene considerata non in se stessa, ma in rapporto al "corpo" e alla "mente". La considerazione è di carattere storico ed epistemologico, cioè considera i modi coi quali nel tempo è avvenuto l'approccio allo studio della memoria. Autentica figura cosmopolita, proveniente dal Nord-Est, precisamente era nato a Trieste, e dalla scuola torinese di Nicola Abbagnano (1901-1990), partigiano di Giustizia e Libertà, e approdata nel 1969 presso l Università di Lecce, ora del Salento. Widmar, dopo aver insegnato Filosofia nei licei, a Torino e a Roma, ha collaborato con Norberto Bobbio (1909-2004) in diverse iniziative, come la rivista Conoscere , tese al rinnovamento della scuola. Studioso soprattutto di Antonio Labriola (1843-1904), (Antonio Labriola, Napoli, Glaux, 1964, di cui a cura di chi scrive si sta preparando la riedizione presso Milella di Lecce), di Cartesio, di Spinoza, visti sempre nel duplice versante scientifico e filosofico, e fondatore nel 1959 della rivista Il Protagora , il nostro è stato una delle poche figure di sinistra, come diranno quasi all unisono Ludovico Geymonat (1908-1991) e Bobbio ricordandolo dopo la sua morte, a confrontarsi criticamente con il mondo della scienza e a rompere nei fatti con la tradizione crociana. Giudizio del resto confermato da uno studioso francese di Antonio Gramsci (1891-1937) come Robert Paris (1937-2020), che si sentì debitore nei suoi confronti, per avergli fatto conoscere il pensiero di Labriola, ancora oggi in Francia confuso con quello, di tutt altro orientamento, di Arturo Labriola (1873-1959). Sin dai primi anni 50, infatti, e soprattutto negli anni 60- 70, Widmar rivolse sempre di più i suoi interessi verso figure e problematiche relative al rapporto tra scienza e filosofia, con l obiettivo primario di superare la separazione tra le due culture, quella umanistica e quella scientifica, con studi su Bertrand Russell (1872-1970), Darwin (1809-1882), su Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955), sulla logica matematica, sulle geometrie non euclidee, sulla neurofisiologia e sulla memoria, poi diventati, com è noto, sempre più strategici nelle teorie dell informazione. . Widmar, oltre a continuare i suoi studi su Labriola, portò a termine il suo percorso e tentativo di unificare le due culture, pubblicando una Introduzione alla filosofia della scienza nel 1970 e nel 1971 Le geometrie non euclidee in rapporto alla filosofia, L epistemologia e La memoria. Saggio storico-epistemologico (1974), dando un personale e significativo contributo all affermarsi in Italia della filosofia della scienza. Anche altri studiosi operarono in questo senso e sono da ricordare, solo per citarne alcuni, oltre a Geymonat, Vittorio Somenzi (1918-2003), Alberto Pasquinelli (1929-2013) e Giulio Preti (1911-1972). Widmar fece innamorare di questa disciplina un gruppo di studenti, che erano stati attratti dal suo carisma, aiutandoli a prendere atto dello stretto rapporto tra pensiero filosofico e pensiero scientifico e li formò in una prospettiva d insieme, nella quale filosofia della scienza e storia della scienza, allora separati in casa, pur avendo lo stesso oggetto d indagine, erano ritenute strettamente connesse. In questo modo, egli invitò i suoi allievi a leggere direttamente le opere degli scienziati, a ricavarne l implicita dimensione filosofica e a vedere la natura essenzialmente storica della conoscenza scientifica, come viene delineato in L epistemologia, testo che ancora oggi può essere ritenuto basilare per chi voglia avventurarsi in tale ambito di studi. Descrizione bibliografica Titolo: La memoria: saggio storico-epistemologico Autore: Bruno Widmar Editore: Napoli: Glaux, 1974 Lunghezza: 183 pagine; 21 cm Collana: Volume 4 di Testi e saggi Soggetti: Filosofia, Epistemologia, Memoria, Storia, Critica, Scienze, Post-neopositivismo, Apprendimento, Conoscenza, Fisiologia, Biologia, Cervello, Coscienza, Diencefalo, Biochimica, Analogie, Modelli, Mnemotecnica, Mal.
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